IL PRIMO MAGAZINE DEL FOOTBALL ITALIANO DALLA A ALL'END ZONE
Division II

Warriors e Braves accendono il derby di Bologna

derby

“Il derby è sempre il derby, sfugge ad ogni logica”. Così parlò Giorgio Longhi, quality coach dei Warriors Bologna, alla conferenza stampa di inizio stagione della società biancoblù. La settimana che porta alla stracittadina di Division II è perfettamente sintetizzata in questa affermazione.

C’è attesa, prima di tutto. Da una parte la franchigia storica, quella dell’epopea italiana del football anni Ottanta e lo scudetto del 1986, rinata nel 2003 e da allora protagonista della massima serie nostrana fino all’infausta caduta del 2016. Dall’altra una società nata nel terzo millennio come Neptunes e il cui percorso l’ha portata prima alla fusione con i Doves e successivamente al nuovo inizio targato Braves.

Attraverso due strade diverse, le due formazioni si ritrovano quest’anno accorpate nello stesso girone di Division II, ed entrambe hanno intenzioni belligeranti. Difficile aspettarsi il contrario, in effetti: Bologna è terra eccellente, ricettiva e sempre generosa in termini di football, se è vero che le squadre dell’hinterland felsineo al via nei tre campionati senior maschili sono ben cinque: in seconda divisione Warriors, Braves e Ravens nel girone C, Knights nel girone D, in terza i Doves nel girone G.

Le prime due giornate hanno grossomodo tradotto sul campo quello che era la sensazione di inizio stagione, ovvero che la prima posizione del raggruppamento se la sarebbero giocata appunto Warriors e Braves. Che arrivano a uno dei due appuntamenti decisivi (l’altro, ovviamente, il ritorno) in maniera simile ma non univoca.

I Warriors sono stati un diesel. A Imola i meccanismi ci hanno impiegato un tempo intero a intersecarsi, poi tutto ad un tratto si sono messi fisiologicamente a posto da soli e sono arrivati due touchdown nel giro di pochi minuti. La prestazione contro i Chiefs di Ravenna è stata invece positiva sin dal principio: rinvigoriti dall’asse Scaglia-Parlangeli e trasportati dalla verve di Zanetti e Capogrosso, i guerrieri hanno lasciato sul piatto pressoché solo le briciole agli avversari romagnoli, apparsi comunque volenterosi.

I Braves invece, guidati dalla sapiente mano della coppia Biavati-Argondizzo, prima hanno superato in trasferta di Chiefs, poi in casa, poche ore prima degli avversari di sabato, tra le mura della Lunetta Gamberini hanno azzannato i Ravens, con Ferri sugli scudi anche grazie allo splendido inizio di stagione del QB Ventriglia. Nel complesso è piaciuta l’intensità e l’aggressività della squadra grigio-granata, armi che saranno fondamentali contro una difesa solida come quella dei Warriors.

Certo rinchiudere le emozioni di un derby nel solo racconto del passato è una mossa ingrata. Per questo abbiamo sentito due protagonisti, Thomas Sturniolo dei Warriors e Costantino Fiorini, entrambi OL per il loro team, vero punto chiave del risultato finale.

IFLMag: Insieme a Federico Armaroli sei tra i veterani dei Warriors Bologna, uno tra i team più giovani della II Divisione. Per te sarà il primo derby da titolare in Senior, che match ti aspetti e con che mentalità vi presentate alla partita di sabato?

THOMAS STURNIOLO: Fino ad un paio di giorni fa, non ci pensavo tanto, mi auto-convincevo che sarebbe stata una partita come un altra ma ad oggi posso dirti che non è così. La tensione sta salendo. Ci stiamo preparando bene e abbiamo studiato l avversario come sempre fatto. Onestamente non mi aspetto una partita troppo pulita, sicuramente vincerà chi sarà in grado di non cadere in provocazioni, e come abbiamo visto alla conferenza stampa i Braves sicuro sono bravi in una cosa: provocare. Per quanto riguarda la questione derby tatticamente i Warriors si stanno approcciando allo stesso modo con cui si approcciano a tutte le partite ma la voglia di mostrare la supremazia cittadina risiede dentro il cuore e l’orgoglio di ognuno di noi. Per me il vero derby è il famoso Warriors vs Doves, questi Braves sperano di avere la meglio su di noi e portarsi a casa il loro primo Derby, ma non sarà facile. Coach Clyde ha ringraziato in conferenza la società Warriors per aver cresciuto ottimi talenti e averglieli lasciati, io credo che i Braves siano il risultato di quelli che nei Warriors non trovavano spazio. Confidiamo in una calda tifoseria da entrambe le parti e che il ritorno del derby a Bologna, all Alfheim Field, possa essere un evento che susciti lo stesso interesse dei derby passati.

IFLMag: Tu che hai giocato praticamente tutti i derby dalla rinascita, come vivi questo incontro e cosa c’è di diverso rispetto a Warriors-Doves del 2010?

COSTANTINO FIORINI:  Un derby non è una partita, è una guerra e non è filosofia da due soldi, è proprio così. C’è in ballo qualcosa di più di posti in classifica, premi o altri meriti, davvero fino al prossimo sei il padrone della città e nessuno potrà mai dirti il contrario. Puoi girare a un metro da terra.Un derby potrebbe essere giocato senza riserve, nessuno vorrebbe mai scendere da quel campo, neanche da morto. E’ una partita a se, va oltre il campionato e le statistiche. e’ una partita che se fosse giocata in quelle fasi del campionato (tipo l’ultima del nostro girone come infatti è l’altro derby) dove tutte le cose sono già scritte, non vorrebbe dire nulla, verrebbe giocata comunque al 100%. E’ viscerale ed è questo quello che mi piace di più. Di diverso rispetto a Doves vs Warriors del 2009 c’è, innanzi tutto che ho 8 anni e 20 kg in più e poi sicuramente c’è meno pressione psicologica legata ai nostri colori. Anche se forse ce n’è addirittura di più. Ho già letto “non è il vero derby” “il vero derby è contro i Doves” ecc. Non sono d’accordo. Un derby è un partita tra due squadre della stessa città per stabilire chi, tra quelle due (o più) è la migliore e alla fine, c’è posto solo per un gallo in un pollaio.
Fino ad oggi i due nomi erano quelli ma solo perchè c’erano quelli e basta in quelle categorie. Oggi ci sono i Braves e sabato giocano contro i Warriors, è questa l’unica cosa che mi interessa. Ho letto da qualche parte “se non hai un grande passato che parla per te, costruisciti il presente in modo che parlino di te in futuro”.

Parole dure, ma giuste considerato il contesto. Perchè sì, ci sono stati altri derby dopo quello vinto dai Doves nel 2010, ma era già tutto diverso. I due team bolognesi avevano preso strade distinte, i Warriors verso l’eccellenza mentre le colombe iniziavano il loro percorso di decadimento.

Ecco perchè questo sabato varrà ancora di più. La speranza è in un match appassionato, duro ma giocato all’interno delle regole. Con sfottò, certo, ma con il massimo del rispetto e dell’agonismo del nostro nobile sport, per poter gioire tutti insieme del fatto più importante.

Il derby di Bologna è tornato.

Articolo a cura di Luigi Ercolani e Andrea Mirenda

Immagine di copertina di Paolo Re









Ultime News

To Top