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Siti web e network online, il nuovo progetto di #ASSOFOOTBALL

Network #ASSOFOOTBALL

Storicamente parlando, l’evoluzione della programmazione e diffusione dei contenuti mediatici sportivi ha attraversato quattro grandi fasi. Durante la prima, i protagonisti assoluti furono radio e stampa, due mezzi fondamentali tanto per l’informazione, quanto per l’educazione sportiva e l’intrattenimento. La seconda fase, con lo sviluppo delle televisioni commerciali, ha portato con sé un cambiamento nel prodotto offerto agli spettatori che, giungiamo qui nella terza fase, ha portato ad un incremento esponenziale della domanda poi concretizzatasi nella nascita e nell’utilizzo della trasmissione satellitare. “La quarta fase, verso cui stiamo andando, – diceva Caparini nel 2000 – si caratterizza per la veicolazione di una grande varietà di contenuti attraverso una molteplicità di canali”. Oggi, quella quarta fase la stiamo vivendo nel pieno del suo vigore. È l’era 2.0, quella dei siti web dinamici e dei Social Network; quella dell’informazione di massa, ma anche delle domande frammentate e delle nicchie di mercato, una delle quali è di proprietà del football americano.

Perché vi raccontiamo tutto questo? Perché non più di qualche giorno fa, #ASSOFOOTBALL ha pubblicato sul proprio sito internet una notizia piuttosto interessante: ispirandosi al modello attuato dalla NFL per la gestione del proprio network online, l’Associazione del football ha sviluppato un progetto web dedicato alle squadre del football italiano. Si tratta di un sito internet che è in realtà una struttura studiata ad hoc e che prevede, attraverso un layout grafico unico realizzato da un pre-esistente tema WordPress, di centralizzare, ottimizzare e massimizzare il prodotto football e il singolo brand. Si tratta di un vero e proprio cluster di contenuti fondamentali per la comunicazione del nostro sport, che si pone come obiettivo quello di migliorare la visibilità delle squadre e di condividere risorse importanti quali sponsor ed iniziative, passando per un sistema parzialmente centralizzato la cui gestione può essere affidata alla stessa Associazione.

Questa, quindi, è probabilmente l’occasione buona per fermarci a riflettere su un aspetto che dal nostro primo giorno di vita riteniamo fondamentale, ma la cui importanza, ancora troppo e per troppo tempo, viene e verrà sottovalutata. Ci riferiamo ovviamente alla comunicazione, l’unico mezzo che, di fatto, può sdoganare il football e portarlo in mezzo a tutti coloro i quali non scelgono di raggiungerlo spontaneamente e grazie al quale prendono vita parole come domanda, prodotto, servizio, marketing, ecc.

Riprendendo il discorso già iniziato, la NFL, forte di un team di comunicatori e marketer d’eccellenza, ma anche di politiche istituzionali tali da permettere la realizzazione di talune tipologie di progetto, riuscì ad intuire con largo anticipo, rispetto a molte altre realtà sportive professionistiche, che dalla comunicazione sarebbe passato gran parte del proprio successo. Fu per questa ragione che scelse di accordarsi con le squadre affinché potesse svilupparne i loro siti web. Per chi non lo sapesse, infatti, tutti i siti internet delle franchigie della National Football League sono integrati in una macro piattaforma, ovvero NFL.com, dei contenuti della quale (in grande parte) letteralmente si nutrono.

Pur non ricalcando totalmente il modello NFL, a questo funzionamento condiviso aspira la piattaforma di #AF. Il sistema, che oggi parte con il fornire gli strumenti fondamentali per comunicare in modo corretto con il proprio pubblico, nasce fondandosi su un principio evolutivo secondo il quale ogni nuova feature aggiunta al sito sarà poi distribuita su tutti i siti proprio attraverso il template.

Come dissero Patrizia Zagnoli ed Elena Radicchi parlando di Sport Marketing in occasione del Convegno annuale Tendenze Evolutive del Marketing dei Servizi (MIB School of Management di Trieste 2005), “la conoscenza della domanda di un prodotto e/o servizio costituisce la base informativa su cui ogni impresa imposta le proprie strategie nel tentativo di offrire un servizio adeguato alla clientela”. 

Lo sviluppo di un brand sportivo inizia proprio dal luogo che identifica la squadra, un luogo che ne racconti il progetto e le attività che al suo interno nascono. Mentre si comunica tutto questo, non si deve dimenticare che il sito e le piattaforme social ad esso connesse, può essere utilizzato anche come strumento di ascolto. Questo è il modo di raggiungere la “conoscenza” di cui sopra. E anche se tutti dovremmo ormai sapere questa cosa (non sempre scontata), oggi il discorso diviene ancora più ampio, perché dal singolare lo schema si estende all’universale.

La scelta di un template condiviso da parte delle squadre non è solo qualcosa d’importante a livello d’immagine personale. In termini di movimento, infatti, creare un prodotto che permetta ad un nuovo possibile appassionato di vedere continuità progettuale è fondamentale per trasmettere quella sensazione di solidità che il nostro movimento brama di far percepire a chi per la prima volta si avvicina. Inoltre, questa volta guardando al lavoro dei media, altra area sul quale sviluppo è fondamentale concentrarsi, risulta semplice intendere che sarebbe di gran lunga più facile ed intuitivo disporre di una molteplicità di piattaforme organizzate e ordinate allo stesso modo per reperire informazioni. Il sistema permetterà di condividere in modo centrale le classifiche del campionato, ma anche eventuali sponsorship i cui proventi andrebbero a suddividersi tra gli utilizzatori del modello.

A questo si deve aggiungere che ad oggi sono molte, per non dire moltissime, le squadre del football italiano che palesano un’evidente difficoltà nella gestione dei propri siti web. Il più delle volte essi risultano incompleti, talvolta malfunzionanti o addirittura non navigabili da mobile. Un sistema centralizzato di aggiornamento classifiche, calendari, prossimi incontri e incontri passati, palmares e via di seguito, automatizzato nell’invio delle mail alla propria mailing list e che sia sviluppato per la navigazione da qualsiasi dispositivo, potrà certamente evitare questa situazione.

E dove finisce la creatività? Il dubbio è legittimo, ma solo in parte. Se “l’impalcatura” del sito web sarebbe analoga per tutti i team, dall’altra la personalizzazione con i colori e le immagini non lascerebbe scampo ad un possibile “appiattimento” del brand. Anzi, ci è stato spiegato che il template grafico è stato appositamente studiato affinché i giusti contenuti siano inseriti nei giusti spazi per far risaltare al meglio l’immagine della squadra.

In conclusione, il sistema #AF, esattamente come per NFL.com e siti ivi connessi, permetterebbe alle squadre di concentrarsi sul racconto della propria attività (aggiornamenti, curiosità, storie, aneddoti…) senza doversi preoccupare delle informazioni istituzionali dei campionati, il cui aggiornamento sarebbe seguito direttamente dall’Associazione.

Le potenzialità che si celano dietro un simile progetto sono enormi. Oggi più che mai, infatti, stiamo scoprendo quanti benefici possono nascere dall’unione di un movimento che, fino a non troppo tempo fa, vedeva le sue parti muoversi in solitaria. Se varrà la pena provare ad investire nuovamente su un progetto #AF sarete voi, alla fine, a stabilirlo. Noi che lavoriamo sul web e amiamo questo sport, non possiamo che sognare un football dove ogni sito internet non sia un vicolo cieco, ma una finestra sul football stesso.

 









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