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Nazionale

Ricciardulli e Blue Team, ora si può fare

Nicholas Dante Ricciardulli

L’internet è già scoppiato, quindi non rimandiamo oltre e parliamone anche noi chiaramente:

“Con uno sconvolgente sviluppo, la National Gridiron League of Australia ha informato giocatori e coach che la data di lancio della lega è stata spostata da ottobre 2016 a ottobre 2017″. 

Inizia così l’articolo apparso su American Football International che annuncia che la NGL, lega australiana che doveva essere  lanciata il prossimo ottobre, non vedrà la luce prima di un altro anno ancora. Per quale ragione tutta quanta l’Italia del football sta condividendo l’articolo in questione? Semplice: per via di un RB che fa di cognome Ricciardulli.

Miglior giocatore dei Rhinos e di tutta la IFL 2016, Ricciardulli e quella che doveva essere la sua futura esperienza in NGL, avevano creato molte polemiche relative alla regola-oriundi. Inserita da FIDAF per l’anno in corso, tale regola ha aperto le porte della IFL agli oriundi a “patto” che questi giocatori si mettessero a disposizione del Blue Team in vista dell’Europeo.

In realtà la regola in questione, di scrittura piuttosto generica, non è mai stata chiara fino in fondo sulla sua interpretazione. Risultato di ciò, fu che l’atleta potè siglare un contratto con una squadra della lega australiana, mettendosi regolarmente a disposizione per i raduni, ma già sapendo che non avrebbe potuto partecipare all’Europeo.

Al momento della sua proposta, la regola in questione fu sostenuta da Coach Giuliano. L’allenatore azzurro non ha mai negato di essere a favore degli oriundi in Nazionale, ma ad una condizione: “dovranno frequentare i camp del Blue Team come ogni altro giocatore”. In sostanza, non si può fare che giocatori che non conoscono il gruppo e il sistema di gioco si uniscano all’ultimo.

Tuttavia, la situazione di Ricciardulli narra qualcosa di diverso e più particolare. L’atleta, che si era regolarmente presentato ai raduni rendendosi disponibile ad allenarsi con il gruppo, aveva da subito avvertito Coach Giuliano del suo contratto in Australia e della sua impossibilità a partecipare all’Europeo. Per questa ragione Coach Giuliano stesso, che di Ricciardulli ha avuto il piacere di conoscere anche la moglie e il piccolo figlio, lo aveva invitato a tornare a casa per vivere il suo sogno del professionismo, anche e soprattutto per prendersi cura della sua famiglia.

Sulla già precaria situazione della GFL, l’allenatore della Nazionale ha voluto dirci che:

“I segnali (mandati dal campionato, ndr.) purtroppo erano stati negativi sin dall’inizio di quest’anno. Solo i giocatori sotto contratto (come Ricciardulli, ndr.) ci hanno creduto fino alla fine; ed è più che comprensibile. Rappresentava per loro una possibilità di sperare nel professionismo”.

Nessuna dichiarazione, invece, su un’eventuale convocazione dell’atleta. La lista dei convocati per l’evento, infatti, deve ancora essere comunicata e quella di Nicholas Dante Ricciardulli è una variabile impazzita quanto complicata.

L’allenatore del Blue Team, conscio del fatto che si tratti di un caso particolare, dovrà necessariamente scegliere se convocare questo atleta pazzesco andando contro alla politica fin qui adottata oppure scegliere di proseguire sul cammino individuato e lasciare fuori un giocatore come in Italia, purtroppo, non ne abbiamo.

Questo è il peso di un ruolo che, comunque vada, comporta il fare delle scelte. E se come sempre accade non amiamo parlare tra le righe, tutto il discorso sta in questo: vincere senza Ricciardulli si può, almeno quanto con Ricciardulli in campo si può perdere. Ma perdere senza Ricciardulli in campo è difficile dire se sarà un’opzione facilmente digeribile.

Foto: Beppe Fongaro

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