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Division I

Rendall Narciso, “a Roma stiamo costruendo il futuro”

Rendall Narciso

Come ci è già capitato di scrivere, la querelle romana relativa al “team-unico” è ancora lungi da volgere al termine. Tempo fa abbiamo introdotto l’argomento in un nostro pezzo promettendo di approfondirlo. Per farlo abbiamo deciso di parlare con Rendall Narciso, personaggio noto al football italiano dal 2013 per via dei suoi Terminators, nel 2014 Vice Presidente dei Rhinos, nel 2015 co-fondatore di IFL Magazine e #ASSOFOOTBALL, nel 2016 organizzatore degli Europei IFAF di Lignano S. e oggi anche General Manager dei Marines Lazio. Abbiamo posto a Rendall un totale di nove domande sul team-unico, chiedendogli soprattutto di chiarire da dove nasca il progetto, in cosa consista e quale siano gli obiettivi che persegue.

Come e da chi nasce l’idea del team unico romano?

L’idea di un team unico romano non nasce; o almeno non nasce in questo frangente da parte nostra. L’idea è quella di un’intesa tra società, oggi due, domani magari di più, che uniscono le Dirigenze creando un unico Organo Direttivo utile da un lato ad ottimizzare le risorse, dall’altro a costituire un polo di sviluppo del Football su Roma e oltre, mantenendo gli attuali team e creando nuove scuole sul territorio.

Quando hai accettato il lavoro ai Marines l’idea di questa intesa era alla base della nomina oppure è arrivata dopo?

L’idea di creare un’intesa tra Marines e Grizzlies era nell’aria, ma non alla base della nomina. Insieme abbiamo definito i termini, gli obiettivi ed il piano di azione. La nomina in casa Marines è stato il punto di partenza, oggi il mio lavoro è fare il meglio per questo gruppo inter-societario, dove ogni componente è egualmente importante.

Quindi in cosa consiste di preciso questo progetto?

Il progetto nasce per creare un sistema di formazione e perfezionamento per atleti, coach e dirigenti all’interno di un’organizzazione in grado di allargare il bacino di utenza grazie alla nascita di nuove scuole football sul territorio, nuovi team che nel medio termine saranno pronti a competere nei campionati nazionali, ed una dinamica di “carriera” interna. Le nuove leve (atleti e coach) potranno formarsi nelle categorie giovanili per poi perfezionarsi da senior. Partendo dalle categorie inferiori, giocando o allenando, potranno guadagnarsi un posto in quelle superiori. Per renderlo possibile stiamo costruendo una Dirigenza strutturata e assolutamente preparata, che sarà il punto di partenza per garantire una gestione assolutamente professionale, in grado di gestire al meglio non solo la parte sportiva ma tutti gli asset delle società: l’immagine e la comunicazione, la tifoseria e gli eventi, i rapporti con le istituzioni e con gli sponsor, e non per ultimo le risorse economiche.

A che punto di tutto questo siete, quanto lontano e in quanto tempo contate di arrivarci?

Stiamo lavorando giorno per giorno. La motivazione è tanta da parte di tutti e devo dire che procediamo ad un passo e con una qualità superiore a quella che avrei potuto prevedere. L’intesa è già un fatto, ne vedremo i risultati già da questa stagione.

Come credi che Roma abbia accolto il tuo arrivo e come hanno reagito le altre squadre alla notizia di questo nuovo progetto?

Da una parte il #saccodiroma 😉 … si è letto di tutto. In assenza di notizie (e anche dopo le prime dichiarazioni ufficiali) sono state scritte sentenze che vedevano me come una sorta di Vandalo, arrivato per comandare e dare lezione ai romani, e il progetto come una fusione che avrebbe fatto morire un team a favore di un unico squadrone per provare il colpaccio in campionato. Devo dire che la cosa mi ha molto divertito e per primo ho fatto ironia scattandomi foto e usando hashtag ad-hoc. Dall’altra parte, invece, in molti hanno chiesto informazioni, si sono interessati e tifano per questo tipo di intesa che, appunto, non va a togliere nulla al panorama del football romano; anzi lo allarga e lo evolve, almeno per chi vorrà prenderne parte.

Avete provato a coinvolgere altre squadre oltre a quella dei Grizzlies per far parte del progetto?

Ho già esteso l’invito a tutti in più sedi, la porta non è chiusa per nessuno, se non per quelli che vogliono chiudersi fuori da soli. Ho buoni rapporti con tutti e spero che prevalga il giudizio dei fatti, anche quelli che mi riguardano, piuttosto che la diffidenza e il pregiudizio. Ai rappresentanti di altre società che ho incontrato non ho chiesto alcun atto di fede, ma solo il beneficio del dubbio, di osservarci e valutare a fine stagione la possibilità di aderire a questa intesa. Non ho ricevuto nessun “NO”.

Il team-unico fino ad oggi è stato considerato un’utopia. Tra scissioni e iniziative la Roma di un tempo si è più volte unita e separata, ma sempre senza successo. Perché questa volta dovrebbe essere differente?

Perché unire team non può funzionare. Se unisci più squadre prendendo il meglio e condannando il resto a stare a guardare, perdi squadre, atleti e coach, che sono la base su cui si costruisce un movimento. Noi uniamo società, non team. Noi uniamo le visioni e le risorse, ma invece di selezionare e scartare, formiamo e sviluppiamo, dando a tutti un posto in campo dove dimostrare il proprio valore, dove crescere con il lavoro, la costanza, lo studio, o tornare indietro laddove l’impegno non fosse adeguato agli standard che ci attendiamo. La buonafede, tuttavia, non ci dispenserà dal fare errori. Quello che farà la differenza sarà il modo in cui sapremo farne esperienza e nuove opportunità.

Oggi come oggi, chi credi che saranno i protagonisti di questo progetto?

I protagonisti saranno sempre i giocatori ed i coach, #PLAYERSFIRST sarà il nostro leitmotiv. Uno dei nostri primi obiettivi è quello di alzare il livello di servizio proprio per loro – dobbiamo diventare un punto dove tutti aspirano ad arrivare; quantomeno per i giocatori e i coach del centro e sud Italia, non con la promessa di un titolo facile, ma con l’offerta di una formazione di alto livello, strutture all’avanguardia, grande visibilità e prospettive di perfezionamento all’estero.

La FIDAF ha già espresso un suo parere sul progetto di cui ci hai parlato?

La FIDAF non è stata coinvolta, perché di fatto, dal punto di vista burocratico, le società non cambiano e nemmeno gli interlocutori. A tempo debito, quando i tempi saranno maturi, sicuramente presenteremo il nostro modello anche in Federazione, perché intendiamo lavorare in trasparenza nei confronti di tutti coloro che a vario titolo hanno rapporti con noi.

Grazie per il tuo tempo e in bocca al lupo!

Grazie a voi per aver dato risalto a quello che stiamo facendo. Mi rendo conto che non è semplice spiegare una struttura come quella che si sta costruendo. L’importante è comprendere che ciò di cui stiamo parlando è un progetto manageriale ancor prima di essere un progetto sportivo, qualcosa di nuovo ed unico nel suo genere in Italia, che mira alla crescita del football e non alla sua distruzione e che per questo non deve né può essere ricondotto ad esperienze precedenti. Un approccio inedito va partecipato o semplicemente osservato mentre “succede” e noi saremo pronti entro breve a riparlarne anche con voi per raccontarvelo da vicino.









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