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Le One Team vincono un Rose Bowl da brividi

rose bowl 2016 one team

Allo Stadio Manuzzi, cornice d’eccezione per il nostro football, l’apertura delle danze che portano il nome di Italian Bowl Weekend 2016, è riservata alle donne del football americano. Dopo una stagione sempre troppo corta per un movimento così affiatato e passionale com’è il CIFAF, un movimento che certamente meriterebbe più partecipanti e quindi più giornate di campionato, a contendersi il titolo sono state due realtà di livello: da una parte le Neptunes Bologna, che hanno saputo dimostrare di meritare questa finale per la seconda terza volta in tre anni, dall’altra le campionesse in carica del One Team di Milano, arrivate a Cesena con l’intenzione di riconfermare il proprio titolo e replicare il pesante 43 a 6 inferto alle stesse Neptunes 365 giorni fa.

Il coin toss è vinto dalle bolognesi che, dopo aver ricevuto il calcio virtuale delle One Team, scendono in campo con un attacco da 4 & out che lascia subito intendere che via-terra sarà una giornata complicata. L’approccio difensivo mostrato dalle milanesi sembra essere anche proprio dell’attacco. Con le corse dell’Adami (forse alla sua ultima partita oggi) e della Cardena la catena si muove, ma al primissimo tentativo di lancio Muzzioli intercetta e riconsegna palla alle sue. Le Neptunes comprendono subito che certe occasioni non si ripresentano e che c’è bisogno di un immediato cambio di mentalità. Che questo avvenga lo dimostra il passaggio di Zamboni su Zocca, una giocata che ridà carica alle giocatrici di bologna. Undici snap dopo, sempre con Zocca, ma questa volta coinvolta come runner, saranno le prime a mettere punti sul tabellone (try no-good). È 0 – 6.

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Ma le One Team non ci stanno. Terminato il primo quarto e cambiato il campo di gioco, capita quello che spesso abbiamo visto nelle ultime due stagioni: palla all’Adami che punta la linea, poi curva e gira l’angolo. A quel punto la running back del One Team è irraggiungibile e le sue avversarie, nonostante l’apprezzabile sforzo per raggiungerla, lo sanno bene. TD One Team (try no-good) e 6 a 6. Subire una marcatura in una sola giocata rischia spesso e volentieri di essere un duro colpo da incassare. Le Neptunes, così sciolte nel loro secondo drive, faticano ora a muovere la catena. Dopo una prima chiusura difficile, il secondo 4° down del drive obbliga le biancoblu al punt virtuale. Il successivo primo down delle One Team si trasforma in un fumble che rischia di rovinare tutto, ma la Cardenas recupera lo sferoide prolato (®), ribalta il campo e mantiene il controllo del pallone. La giocata è fondamentale, perché appena due snap dopo, con un’altra corsa della Adami – che sfrutta un errore in marcatura di Zocca – le milanesi segnano il secondo TD di giornata (try no good) che porta il punteggio sul 12 – 6. 1 & 10 Neptunes. Dopo la doppietta dell’Adami le bolognesi sono costrette ad inseguire. La difesa meneghina sembra però su di giri e la mette molta pressione all’attacco di Bologna. L’errore si nasconde dietro l’angolo e uno snap sbagliato diventa un fumble poi recuperato dalla Filippini per quello che è il primo turnover delle One Team in giornata. Con il nuovo possesso nella metà campo delle avversarie, le One Team potrebbero fare molto e facilmente, ma si complicano la vita. Ci pensa ancora una volta l’Adami “a correrla” e, dopo aver realizzato il terzo TD personale, anche “a riceverla” per realizzare la trasformazione da 1 giocata dalle sue. La marcatura chiude il secondo quarto di gioco e con le squadre a riposo sul punteggio di 19 – 6, gli allenatori sanno che sarà necessario parlare di psicologia.

Al rientro in campo, con le One Team in attacco, le Neptunes continuano a sperare di riuscire nella titanica impresa messa a segno ad inizio campionato quando, fermando l’Adami, erano riuscite a strappare la vittoria alle avversarie. La difesa di Bologna sembra ora più presente. La Zanna e l’ordinata Muzzioli fanno un buon gioco e portano le avversarie al 4° down. Con l’Adami che lascia il campo per un colpo al ginocchio, ci pensa il QB delle milanesi, Poli, a realizzare una giocata molto intelligente che regala alle One Team un grandissimo guadagno sulla sinistra del campo. Arrivate in goal line, un serie di azioni errate di cui l’ultima un fumble di scambio tra Poli e Cardenas, porta le One Team al 4° down. La Adami rientra, ma un gang tackle che conta cinque avversarie le impedisce di chiudere. La prova di carattere delle Neptunes non porta però la calma in attacco. Fumble sullo snap ed è subito un secondo down, poi segue un sanguinoso holding di Di Santo, che è anche il primo fallo della partita, e un incompleto che porta al punt virtuale. L’occasione sprecata dalle Neptunes diventa l’occasione per il One Team di chiudere l’incontro, ma ancora una volta parliamo di un nulla di fatto. Dopo il colpo al ginocchio l’Adami non sembra più al top e i suoi coach la preservano alternandola con l’elusiva Cardenas. Da segnalare anche un duro colpo subito della Bertocchi (Neptunes) che riesce però a tornare da sola alla propria sideline. La Cardenas, chiamata ad una nuova portata di palla, non protegge l’ovale. Il fumble recuperato dalle Neptunes sigla la fine del terzo quarto di gioco.

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Quarto quarto di gara e la partita è ancora accesa. Favorite da un fumble le Neptunes avanzano, ma nel tentativo di spostare il pallone correndo, Zocca commette un nuovo fumble di cui nessuno si accorge finché non viene raccolto da una giocatrice del One Team. Le milanesi vogliono andare sul sicuro e schierano la loro RB di punta, ma le avversarie riescono a portarle sul quarto down. Punt virtuale e nuovo primo down per Bologna. Con il tempo che corre serve un colpo di genio: trips destra e corsa centralissima della Zocca che, dalla posizione di QB, riesce ad involarsi direttamente in touchdown. La try da 2 è fondamentale, ma la chiamata questa volta è infelice e il punteggio resta sul 19-12. Nel successivo drive difensivo preoccupa il colpo subito dalla Zanna che già avevamo visto infortunarsi alla clavicola durante il Rose Bowl 2015 e che abbiamo preferito vedersi rialzare oggi. Le One Team mangiano il tempo con giochi discutibili e che finiscono per riconsegnare il pallone alle Neptunes. È il drive giusto per una finale, uno di quelli che ti fa tenere il fiato sospeso. La Zocca  e le sue compagne di squadra non sembrano voler mollare il risultato. L’inerzia è di quelle positive e il Coach di Milano chiama un time out tattico per riposizionare le proprie atlete che si trovano ormai con le spalle al muro. Con la palla posizionata sulle 4 yard del One Team, le Neptunes giocano al centro. Fumble, mischia e ad alzarsi con la palla nelle mani è Zanna. TD Neptunes, che ora devono scegliere se giocare da 1 per il pareggio o andare da 2 per la vittoria. Lo schieramento parla chiaro: non ci saranno over time. Palla a destra, Zocca corre corre larga, ma le avversarie sono preparate. Il placcaggio della difesa di Milano, arrivato a 30 secondi dalla fine, sancisce di fatto la vittoria del One Team e la sconfitta delle Neptunes.

Sembra essere una maledizione quella delle Neptunes, la stessa che in America si lega al nome dei Buffalo Bills quattro volte perdenti al Super Bowl NFL. Nelle loro tre apparizioni alla finale CIFAF, le ragazze di Bologna non sono mai riuscite nell’impresa di portarsi a casa il titolo. Certo, a differenza del passato, questa volta hanno potuto scegliere il proprio destino. Purtroppo per loro, non tanto le One Team come collettivo, quanto la Adami come individualità, proviene da un altro pianeta. Per quanto la squadra di Milano possieda giocatrici interessanti, vive letteralmente dei big-play della loro runner; e questa finale ne è la dimostrazione. Senza l’Adami in campo siamo certi che avremmo raccontato di un’altra partita. Lo scarto tra queste due squadre, che come già avevamo detto si erano incontrate nel passato Rose Bowl, si è definitivamente ridotto. Onore alle One Team che riescono nel loro back-to-back centrando il secondo successo in due anni, onore alle Neptunes il cui futuro sembra un libro aperto, fatto di grandi pagine bianche pronte per essere scritte.

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Fotografie di Battista Battino









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