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Nick Garratt: da USC a Bolzano, per il football e per amore

Nick Garratt: da USC a Bolzano, per il football e per amore

Abbiamo intervistato Nick Garratt, ragazzo proveniente dalla California, 29 anni per 109 kg e 187 cm e con una notevole esperienza alle sue spalle. Nick, infatti, ha avuto la possibilità di giocare 24 partite come LB per i USC Trojans, sotto la guida di Coach Carroll (esattamente…non è un omonimo, ma è proprio il Coach dei Seattle Seahawks) e con compagni di squadra come Clay Matthews, per laurearsi poi nel 2010 ed iniziare la sua esperienza europea. Lo ritroviamo, a qualche anno di distanza, pronto per iniziare una nuova esperienza come coach in Italia per trasmettere ai più giovani quello che lui stesso ha assorbito negli anni di College negli States:

Ciao Nick! Ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori?2220034

Sono cresciuto in un piccolo paese di montagna nella California del Nord che si chiama Lago Tahoe. Giocare a football a USC è stato il mio sogno fin dall’infanzia e dopo un sacco di duro lavoro, camps, a una dose di buona fortuna sono riuscito ad arrivare alla meta. Ho due fratelli più piccoli: uno vive a Tahoe e l’altro ad Orange County.

Subito una domanda sul tuo passato: com’è stato essere allenato da Pete Carroll? Che tipo di allenatore è?

Il periodo in cui sono stato allenato da Coach Carroll è stata un’incredibile esperienza da cui ho imparato come giocare e come stringere i denti per gli obiettivi con grande entusiasmo, forza, intelligenza e sforzi. Coach Carroll è una persona competitiva ed un grande allenatore. Per lui i bisogni dei giocatori vengono prima di tutto. Desidera che i giocatori siano liberi ed aperti per scoprire il proprio reale potenziale. Quindi, in definitiva, il football per il Coach non è cosa così rigida e seria. Lui scherzava parecchio e creava molte attività come bowling o giornate in spiaggia in modo da far imparare ai giocatori l’equilibrio tra divertimento e duro lavoro.

Da LA a Bolzano il passo non è poi così breve. Cosa ti ha portato qui da noi?

Sono stato in Europa negli ultimi 5 anni per giocare a football ed allenare. Ho avuto un coach all’high school che mi ha suggerito di provare il football in Europa in quanto per lui è stata una grande esperienza. Ho giocato in Austria, Finlandia e Norvegia e adesso a breve allenerò a Bolzano. Sono capitato a Bolzano perché mentre mi trovavo in Finlandia a giocare sono stato catturato da questa splendida donna italiana, che è appunto di Bolzano e che avrò la fortuna di sposare il 10 Ottobre di quest’anno.

Come è stato il tuo primo impatto con il football italiano?

La mia prima impressione è stata che il football in Italia è emozione. In maniera del tutto simile a come avviene nella cultura italiana in altri campi, qui ognuno veste la spalliera con il proprio cuore. I team hanno un’atmosfera quasi intima. Il football è un gioco fatto dai giocatori e questo è quello che mi è piaciuto del football italiano: i giocatori hanno sia lo spirito che la sete di miglioramento.

Tre cose che apprezzi del football italiano e tre cose in cui dovremmo migliorare:Oulu Nick Garratt lb

Apprezzo: 1. le emozioni; i giocatori ed i coaches che danno tutto se stessi, nel bene e nel male. 2. I compagni; i giocatori apprezzano lo stare insieme e anche divertirsi insieme ed è proprio questo il fulcro di questo sport e la via per crescere insieme. 3. L’attenzione ai particolari; i giocatori che si allenano prendono contemporaneamente l’impegno di migliorarsi su piccoli particolari che fanno poi la grande differenza. Ed un impegno così importante è difficile da vedere in altri paesi europei.

Credo che il football italiano dovrebbe migliorare su questi aspetti: 1. marketing; dobbiamo portare il football americano alle città e renderlo un’esperienza unica. In modo simile come realtà come Innsbruck già fanno: ad esempio comprare un biglietto per la partita a Innsbruck ti regala un pass gratuito per il bus per girare la città. Credo che anche organizzare eventi di beneficenza potrebbe creare maggiori opportunità di raccolta fondi. 2. Attività di recruitment; dobbiamo andare nelle scuole e fare minicamp per mostrare come il football sia non solo divertente ma anche uno sport sicuro. Dobbiamo creare un pool di atleti locali e far crescere le risorse del luogo, per evitare che gli atleti siano costretti a fare 8 ore di strada per andare ad allenarsi. 3. Camp per coach; ci sono tante grandi ed innovative idee in Italia ed in Europa di cui si potrebbe beneficiare partecipando a dei raduni per coach.

La tua prima esperienza sarà con la squadra giovanile dei Giants Bolzano: quali sono le principali differenze tra l’allenare una squadra giovanile ed una senior?

Le principali differenze risiedono nel tempo e nelle energie che i giocatori hanno. Più i giocatori sono grandi e più solitamente hanno responsabilità ed impegni e quindi meno tempo ed energia da dedicare a questo sport. Da una parte i giocatori più adulti sono più maturi e a volte conoscono meglio il gioco, dall’altra invece i giocatori più giovani di solito si allenano di più e non hanno così bisogno di essere così motivati.

C’è qualche possibilità di vederti ancora sui campi da gioco come giocatore?

Non credo. Anche se si dice “mai dire mai”, il mio fisico risente di tutti gli anni giocati a football americano e mi piace molto allenare. Sento anche di poter dare in questo momento più come coach che come giocatore.

Secondo te quali sono le tue qualità come giocatore che ti hanno portato ad essere un giocatore di USC e quali qualità dovrebbe avere un giocatore per poter approdare ad un college di tale livello?

A USC ho imparato come lavorare attraverso le difficoltà e prepararmi per l’allenamento sia fisicamente ma anche mentalmente. L’allenamento è dove si vede la crescita; la partita è dove si celebra la crescita. Ho imparato come il lavoro possa essere insieme divertente, serio, motivante e mentale. Ho assimilato queste qualità anche per crescere come persona. Se un giocatore vuole essere un buon giocatore deve prima di tutto avere queste qualità. Deve voler giocare, deve divertirsi giocando, lavorare sodo ed essere disposti ad accettare il fallimento.

Quali sono le tue aspettative per la prossima stagione della squadra under dei Giants?dt.common.streams.StreamServer

La squadra ha perso solo un paio di giocatori ed è costituita da un forte nucleo di giocatori che saranno invece presenti per la prossima stagione. Credo che avremo la possibilità di costruire quello che abbiamo iniziato l’anno scorso (ndr: Nick nella passata stagione aveva già dato una piccola mano nel coaching staff). Finché continueremo ad avere un alto tasso di partecipazione agli allenamenti, credo che avremo una stagione molto competitiva.

Link utili:

http://www.usctrojans.com/sports/m-footbl/mtt/garratt_nick00.html

http://www.europlayers.com/ViewProfilePlayer.aspx?ProfileId=7208









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