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Interviste

Justin Forsett Camp, un corvo d’eccezione in Italia

justin

Non capita tutti i giorni di vedere un campione della NFL, la massima competizione di football mondiale, passeggiare in terra italiana. In realtà, molto spesso la nostra penisola viene scelta come meta delle vacanze, ma complice l’obbligo di essere schivi e l’assenza (meno male) di conoscenza da parte dei paparazzi lo si scopre esclusivamente sbirciando i profili social degli atleti. La settimana scorsa, però, un giocatore dei Baltimore Ravens ha intrattenuto un grande numero di atleti ed allenatori durante un camp di tre giorni tenutosi a Firenze, nel nuovo campo da football allestito per la neopromossa società toscana.

Si tratta di Justin Forsett, running back di assoluto valore fermo nel 2015 per colpa di un infortunio al braccio. Il suo supporto al camp è stato totale e per sua fortuna è stato aiutato da una folta schiera di allenatori di livello (su tutti Jim Zebrowski, guru dello sviluppo e della crescita di giovani quarterback).

Ottimo risultato anche per quanto riguarda il numero di partecipanti, considerata anche la contemporaneità con l’evento di Bergamo (circa 100 tra atleti e allenatori). Una semplice descrizione dell’evento non basterebbe a fornirvi informazioni complete, potete vedere video e foto sul profilo Instagram di Justin Forsett.

Clip from Camp #Italy #Downhill #PeepTheVarsityBluesJersey

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Per saperne di più sull’andamento del camp abbiamo intervistato Marco Masi, capo allenatore dei Ravens Imola che ha sfruttato questa occasione per imparare… e per seguire il suo cuore da corvo.

Ciao Marco, hai partecipato entusiasta al Justin Forsett camp. Come è ovvio, data la squadra che rappresenti, non eri interessato esclusivamente alle nozioni tecniche. Come hai vissuto questa esperienza?

Ciao Andrea, ammetto che inizialmente l’idea di partecipare al camp per la presenza di un runningback NFL mi allettava parecchio,l’idea di vederlo allenare e scambiare qualche parola mi interessava ma forse non mi avrebbe portato a partecipare rinunciando alle ferie pasquali. Quando invece è stato presentato il roster dei coach presenti e mi sono informato dei loro curriculum non ho più avuto scampo, dovevo andare per migliorare le mie tecniche e i miei stimoli per poter allenare al meglio il mio reparto di attacco.

Appena concluso il Justin Forsett Camp hai auspicato che, oltre a nuove iniziative di questo genere, si possano vedere in futuro più partecipanti a questi eventi. Cosa aveva di diverso rispetto ad un qualsiasi altro camp?

Il livello dei coach e la loro carica era altissima. La loro ricerca del particolare, il metodo e la grinta che ci hanno messo è stata quantomeno coinvolgente. Ammetto che le presenze di coach e di giocatori italiani ha deluso le mie aspettative, ero convinto di incontrare tutti i grandi, eccetto chi era impegnato con la splendida iniziativa di Bergamo (lo YouAbroad Bowl, di cui vi abbiamo parlato qui, ndr). In ogni caso confido che venga nuovamente organizzato un camp simile, penso che tutti possano giovarne e crescere. 

Parliamo dei Ravens Imola. Il tuo amore e dedizione per questa squadra è totale da sempre. Spesso però, abbiamo visto te e alcuni tuoi compagni in altri team, anche della massima serie. Qual è il vero futuro dei Ravens Imola? State lavorando per farlo crescere e, chissà, ottenere una promozione nel football a 11 oppure no?

Il progetto Ravens è da più di 10 anni chiaro credo a tutti. Noi vogliamo creare giocatori. Anche se per farlo a volte compromettiamo i nostri risultati, noi prendiamo ragazzi che arrivano da altri sport e li mettiamo in condizione di arrivare ai livelli più alti. Non vincoliamo i giocatori a giocare in categorie che non gli spettano a meno che non sia una loro richiesta. L’anno scorso infatti per far questo i Ravens hanno giocato in 3 divisione con un roster under 20, mentre quest’anno siamo di nuovo al completo eccetto per Arturo Morara (ai Guelfi Firenze), Simone Zaccherini (guardia dei Giaguari Torino) e Filippo Fort, che si sta giocando un posto nella rinomata università di FIU. Il nostro attaccamento alla maglia Ravens è enorme e i miei ragazzi me lo dimostrano ogni anno.

Siete partiti con il piede giusto in campionato. Chiedere quale sia il vostro obiettivo risulta superfluo, quali saranno secondo te i maggiori ostacoli tra voi e il ninebowl?

Il nostro ostacolo da anni siamo sempre e solo noi stessi. Abbiamo da sempre un roster basso causato da una selezione naturale molto forte, ma se entriamo in campo tranquilli e concentrati e convinti di noi stessi non sarà così facile metterci i bastoni tra le ruote

Foto di copetina di Andi King









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