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Interviste

Julian Baldi: “Farò di tutto per il mio sogno USA”

Julian Baldi

Parliamo sempre più spesso dei nostri giocatori, nati e cresciuti sportivamente nel nostro paese, che riescono nell’intento di provare un’esperienza negli Stati Uniti per giocare allo sport che amano. Già da qualche tempo alcune associazioni si impegnano a fornire tutte le informazioni necessarie, oltre ad aiutare i ragazzi e i genitori una volta preso il volo.

Ma c’è chi da questa esperienza, oltre ad un’occasione di accrescimento personale, sogna di crearsi la possibilità per fare del football americano il proprio lavoro o perlomeno garantirsi l’accesso ad un buon college. Tra tutti, forse il più rappresentativo è Julian Baldi, giocatore dei Giants Bolzano e da quest’anno dei Knights Clearwater Academy International.

Da questa intervista, qualche pari età può forse ricavare qualche informazione importante per avvicinarsi agli USA. Di certo, si mostra un lato interessante del carattere di Julian. Un ragazzo con un sogno, forse irrealizzabile, ma che conosce quali doveri dovrà rispettare per potersi guadagnare la propria chance. Senza nascondere le difficoltà che dovrà affrontare e la competizione da subire, senza ricorrere a scorciatoie ma solo impegnandosi al massimo fino in fondo.

Ciao Julian e bentornato in Italia. Raccontaci questa esperienza (non la prima, speriamo neanche l’ultima!) negli Stati Uniti

Ciao, grazie per avermi contattato. Tutto è iniziato a marzo quando avevo scoperto di avere ancora la possibilità di farmi l’ultimo anno in una High School in Florida e giocare a football. Era un sogno che si è avverato, dopo aver fatto il visto e biglietti a fine luglio sono partito per questa grande avventura.
La scuola si chiama Clearwater Academy International ed non è la prima volta che degli Italiani la frequentano, già negli anni passati c’erano stati giocatori Italiani che ci erano andati. Quest’anno eravamo in cinque: io, 2 dei Seamen (Sam e Nave), Cioni (Aquile) e Meletti (Warriors).
Come tutti sappiamo in america il football lo hanno nel sangue e per me vivere questa esperienza è stata una vera soddisfazione. In estate avevamo 2 settimane di training camp dove ci allenavamo 2 volte al giorno. Dopo quelle due settimane si poteva dire che eravamo già come fratelli con tutti i giocatori, era bello essere in un nuovo team e poterlo chiamarlo famiglia. Poi una volta iniziata la scuola ci allenavamo dal Lunedì al Giovedì e poi, al Venerdì, era Gameday. Durante la pausa pranzo si andava in palestra. Abbiamo finito il campionato con il record 5-5, non è male ma poteva andare meglio. Forse qualche partita non è stata preparata bene però ormai è andata, sono fiero lo stesso del risultato.

Tu sei ormai un veterano dei viaggi overseas per il football. Dai camp ai Knights, cosa ti rimane di questa esperienza?

Da questa esperienza mi rimarrà sicuramente la partita di Union Country. Era una partita fuori casa, era la sesta di campionato credo. Ci siamo preparati molto bene ed il risultato lo ha dimostrato, 51-13 per noi. Credo sia stata la più bella partita che abbia mai giocato, la difesa ha dominato contro un attacco molto forte, riuscendo a fermare il loro Runningback di D1 (FSU commit). Ma anche l’attacco ha dominato, e più importante di tutto abbiamo giocato come una vera squadra.

E adesso? Giocherai ancora con i Giants, o riproverai negli USA?

Sono tornato in Italia per il Christmas Break, ma andrò nuovamente in America a Febbraio. Poi si vedrà cosa il futuro avrà per me.

Hai seguito i campionati giovanili italiani quest’anno? Quali sono i tuoi consigli per i ragazzi che, come te, hanno il sogno di giocare in america?

Sì,ho seguito il campionato giovanile, da quanto ho visto si sta iniziando anche a sfruttare di piú il passing game, che è una novità considerando che le giovanili sono sempre state al 99% improntate sulle sole corse. Questo è un buon segno che il livello sta salendo.
I miei consigli sono che se uno vuole andare America e giocare dovrebbe sapere che ci sono tanti fattori da considerare. Prima bisogna trovare una High school o un Junior College (a seconda dell’età) che sia economicamente affrontabile, visto che in america le scuole costano un bel po’. Per fortuna ci sono alcune agenzie che fanno dei prezzi competitivi per giocatori di football. Poi una cosa importante. Per ottenere una buona istruzione e crescere nel football americano, ricevendo magari una borsa di studio, bisogna allenarsi tanto, ma tanto tanto, in palestra, sulla pista d’atletica, studio del filmato, ogni singola cosa è importante per avere una possibilità. L’America è una filosofia completamente diversa, il football per alcuni è l’unica possibilità per uscire dal ghetto o per avere un futuro decente. Per quello la competizione è di un livello immenso e i giocatori si allenano all’impossibile. E la cosa piú importante di tutte è: sempre credere in se stessi anche se nessun altro crede in te e continuare a seguire il sogno ed lavorarci duramente ogni giorno e così un giorno forse si arriverà a destinazione.

E noi te lo auguriamo profondamente. Grazie Julian per il tuo tempo e in bocca al lupo.

Grazie a voi e ciao a tutti i lettori di IFLMag!









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