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Division I

Italian Bowl 2017, Terzo anello per i Seamen

Italian Bowl 2017

Dopo una giornata di All Star Game, il sole finalmente tramonta. Il caldo torrido del sole vicentino lascia spazio ad un cielo che imbrunisce facendo da sfondo ad una luna piena. Per alcuni è la serata in cui per la prima volta Seamen e Rhinos si incontreranno in una finale. Per la storia del football, invece, si tratta della primissima volta in cui una finalissima italiana ospita un derby. Ma questa è anche la serata di molte altre cose: di un evento del football organizzato da Havas, società scelta da FIDAF per dare una svolta comunicativa allo sport; di un evento in cui il coin toss è fatto alla presenza di una leggenda vivente del football, Calvin “Megatron” Johnson; di una serata in cui una finale italiana ha un suo sideline show. E ci sarebbe anche di più, ma il vero protagonista della serata è il football giocato.

Il primo possesso offensivo è dei Rhinos. I neroarancio partono attorno alle proprie 20 per dare vita ad un drive che, dopo tre tentativi, chiama in causa il proprio punt team. Lo snap, alto, si trasforma in una safety e regala ai Seamen i primi due punti della serata. 2-0.

Una volta raccolto il pallone, proprio i Seamen danno il via alla prima avanzata della partita. Giocano bene i marinai. I milanesi in blu attaccano diverse aree del campo e, sfruttando giochi di corsa produttivi, fanno muovere la catena con continuità. Dopo il terzo primo-down, Zarahdka spara lungo per Horn che, sulla sinistra, raccoglie una palla tutt’altro che semplice e realizza il primo TD dell’incontro. L’9-0 dei Seamen regala un inizio di partita scoppiettante che accende il folto pubblico del Menti.

Il successivo calcio marinaio viene raccolto dai Rhinos che però, avanzando grazie ad un colpo nella schiena illegale, si vedono costretti ad arretrare e partire con le spalle alla propria endzone. Usciti dalla posizione scomoda, i rinoceronti possono respirare e fare il proprio gioco. È Ricciardulli a fare la vera differenza nel possesso offensivo. Le sue avanzate in campo aperto sono folgoranti e una volta giunti in red zone, è proprio grazie a lui se i Rhinos possono mettere sul tabellone i primi 6 punti (+1) della serata. Sul 9-7, sopraggiunto diversi minuti prima della fine del primo quarto, siamo convinti che stiamo assistendo ad una partita che ha ancora tanto da regalare.

Inizia con qualche difficoltà il secondo drive offensivo Seamen. Un falsa partenza e un holding spostano il box troppo indietro rispetto alla catena. La difesa neroarancio fa il resto e, giunti al quarto down sulle proprie 15 yard, i marinai optano per il calcio di allontanamento. Morara raccoglie, ma il fair catch, chiamato troppo presto, gli impedisce di avanzare il pallone. I Rhinos tornano in campo sulle proprie 42 yard. Il nuovo possesso risulta in un 3&out che rende necessario un punt.

Il nuovo drive Seamen mangia diversi minuti. Dopo una manciata di azioni Zahradka si muove bene in tasca, trova spazio sulla sinistra ed effettua un passaggio incredibile. Imprimendo il giusto numero di giri al pallone, grazie alla complicità di Horn, che è bravo a creare lo spazio in mezzo a due difensori e fare suo l’ovale, arriva un nuovo allungo blue-navy (+1). A meno di 8 minuti dalla fine del primo tempo, Seamen 16 – Rhinos 7. Dai rinoceronti ci si sarebbe aspettati immediatamente il drive della risposta, ma un nuovo 3&out, con aggiunta di penalità per delay of the game e punt di brutta fattura, riporta i Seamen in campo sulle 45 yard della metà campo neroarancio.

A questo punto della gara la posizione è più che favorevole e i Seamen non si fanno scappare l’occasione di allungare il passo. Ancora una volta è Horne ad essere protagonista di un drive che porta i suoi sulla linea delle 6 yard avversarie. Raffaele tenta una prima corsa centrale senza successo. La seconda azione è quella vincente. Zahradka finta una dive destra, poi pitcha largo a Danilo Bonaparte che punta il primo piloncino della end zone e porta a casa la terza marcatura Seamen della serata. Il gioco, ben costruito, può dirsi completato da PAT infilato con successo tra i pali. Il punteggio ora – forse inaspettatamente – è 23-7 per i marinai.

Con i Rhinos in attacco non si può non aspettarsi qualcosa. Il drive inizia leggermente a rilento, ma è bellissimo. Prima Ricciardulli, su passaggio di Pryor, trova una swing sulla sinistra per un lunghissimo guadagno. Poi sempre Pryor orchestra una bella giocata di lancio con la quale imbecca Arioli, bravissimo a fare suo il pallone in acrobazia. Con il calcio piazzato il punteggio diventa 23-14 e tiene aperte le infinite possibilità del football. Half Time.

La ripresa, in attacco, veste la maglie giallo fluo. I Seamen, con la loro divisa “color rush” non riescono però ad imporsi nelle prime tre azioni. Al quarto down arriva il punt di rito che riconsegna il pallone ai neroarancio. Pryor azzanna gli avversari trovando un primo down abbondante con una keeper, poi due corse di Ricciardulli prima di rivedere Pryor involarsi sul lato sinistro del campo. I rinoceronti muovono la catena, ma non riescono ad evitare un quarto down che scelgono di giocare e poi vedono terminare in un incompleto.

Il nuovo possesso sulle 31 dei Seamen potrebbe essere quello dell’allungo decisivo. Al 1° down è subito flag, ma se con 20 yard da percorrere i marinai potrebbero sembrare in difficoltà, l’asse Zahradka-Di Tunisi risolve e muove il box che torna a segnare 1. Un secondo lancio vincente su Horn porta i blue navy alle porte della red zone. Un terzo su Lamamra regala per la terza volta nel drive quattro nuovi tentativi. A farlo una quarta volta è un’interferenza difensiva. Alla seconda azione è Zahradka, su QB sneak, a portare l’ovale in end zone. La nuova meta, trasformata, fa male ai Rhinos che sul 30 a 14 si trovano sotto di 3 possessi. Tanti, ma forse non ancora troppi.

A questo punto gli uomini di Ault sanno di non poter più sbagliare. Dopo un drive ben gestito è Ricciardulli, ottimo in apertura, ma fino a questo momento non molto incisivo, a lasciare il segno. Una bella corsa in sviluppo verticale alla destra della linea, termina in endzone riducendo il gap di punteggio tra le due squadre. Con il PAT è 30-21 per i Seamen.

I Seamen ripartono dalle proprie 18… ma il drive dura molto poco. Zahradka ha ormai chiarito che questa è la sua serata. Il passaggio per Fiammenghi è semplicemente perfetto. Il WR allunga il passo e la porta fino a 1 yard di distanza dalla end zone dei Rhinos che fermano gli avversari sul primo down, ma nulla possono sulla nuova QB sneak di Zahradka. Il QB navy porta a casa la seconda marcatura personale, ma soprattutto porta nuovamente i suoi sopra di tre possessi. 37-21 e 8:39 da giocare. Per i Rhinos si tratta di una missione quasi impossible.

I milanesi in casacca nera sanno di non poter perdere tempo. L’accelerata è praticamente istantanea. Pryor lancia Pietro Elmi profondo e porta i suoi nella red zone marinaia. Sempre Elmi per avanzare fino alle 2 yard da dove, partendo da una jumbo formation, Pryor trova Arioli completamente solo nella endzone. Spettacolare anche la trasformazione da 2, ora necessaria, completata da Pryor con un jump pass da applausi. 37 a 29 e una distanza di 8 punti. Un solo possesso. L’Italian Bowl si riaccende.

I Seamen, a circa 4 minuti dalla fine, cercano di controllare il play-clock. Zahradka lascia scorrere i secondi di rimessa in gioco del pallone; i coach chiamano schemi sicuri che possano regalare primi down necessari a far scorrere il tempo di gioco. Un fallo, che porta ad un 1&20 Seamen ed un successivo fumble di quelli da trattenere il fiato, rischiano di compromettere il gioco. Ma non è questo ciò che accade. Con grande capacità, dalla panchina dei Seamen arrivano le giuste chiamate. Zahradka non sbaglia e la catena, così come il cronometro scorre in una precisa direzione: la vittoria.

I Seamen chiudono da campioni una stagione bellissima, giocando una partita impressionante e riuscendo a tenere sotto controllo quella che, per l’intero anno, è stata considerata la corazzata d’Italia. Magnifici questi Seamen. Magnifico Zahradka, più volte criticato in stagione per il suo tocco sui lanci di corto e medio raggio, ma che, praticamente impeccabile oggi, porta a casa un MVP più che meritato. Sarà stato emozionato mentre Calvin Johnson glielo consegnava? Applausi anche per il Coaching Staff marinaio, il cui merito è aver preparato fin nei minimi particolari una partita sulla carta difficilissima.

Ora la off-season. Molte cose succederanno nei prossimi mesi. Tanti equilibri cambieranno o potrebbero cambiare. Noi saremo lì, pronti a scrivere di ciò che succederà e raccontarvi tutte quelle imprese che, come stasera, continueranno, sempre ad emozionarci.

Foto: Giulio Busi









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