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FIDAF

Intervista a Manfredi Leone: “Vogliamo un’Europa più unita”

manfredi

Vi abbiamo parlato della scelta di FIDAF che, unitamente ad altre federazioni europee, ha organizzato un meeting il 26 Novembre a Roma alla sede del CONI. Come specificato, le informazioni riguardanti la situazione internazionale del football americano erano abbastanza nebulose e difficili da decifrare. Per questo abbiamo chiesto ad uno delle parti fondamentali di questo incontro, Manfredi Leone, qualche chiarimento sulla posizione di FIDAF e su ciò che può significare un incontro “risolutore come questo”.

A voi l’intervista.

Buongiorno Manfredi e grazie per la tua disponibilità. L’iniziativa della FIDAF ha lasciato di stucco tutti, compresi gli addetti ai lavori. Da cosa nasce questa scelta?

La scelta nasce dalla volontà di FIDAF di aiutare lo sviluppo e la stabilizzazione del football in Europa e possibilmente dare un contributo di consolidamento anche allo scenario di livello mondiale. Dal momento che l’obiettivo degli organismi internazionali e’ lo sviluppo delle discipline sportive di cui sono rappresentanti, ma anche la regolarita’ degli eventi internazionali, la disputa dei tornei e la massima unita’ possibile, FIDAF, consapevole della necessita’ di un più ampio confronto ha preferito sospendere le nomine ricevute negli organi di gestione (IFAF e IFAF Europe), almeno fino alla celebrazione di un incontro di tutti gli attori continentali, finalizzato a consentire un sereno confronto tra i componenti di un territorio che rischia di dividersi tra fazioni opposte, che per brevità potremmo definire “quelli di Parigi”, “quelli di New York” e “gli assenti”.
In FIDAF, pur comprendendo il valore delle nomine ricevute, in atto autosospese, si preferisce tentare la strada del dialogo per fare sedere quanti piu’ possibile allo stesso tavolo e discutere con serenità gli scenari di sviluppo del nostro sport nel prossimo quadriennio, quando si disputerà un importante Europeo a Berlino (2018), si deve disputare un torneo Europeo tackle giovanile (2017), c’e in ballo il riconoscimento CIO (Olimpiadi) definitivo che investe tutto il mondo e il bisogno di consolidare la disciplina che ha un momento di esplosione generale e capillare in tutto il vecchio continente, con una offerta agonistica variegata per club e nazionali e che copre dal Tackle al Flag e dall’Under 15 ai seniores. Il Consiglio Federale di FIDAF ritiene prioritario dare alla nostra federazione una posizione che coniughi operatività e riconoscibilità in una organizzazione che sia il più possibile inclusiva.

Cosa sia effettivamente successo è un mistero per molti. Puoi aiutarci a fare un po’ di chiarezza sugli ultimi tempi?

Come molti già sanno nel 2015 si e’ generata una frattura a livello della governance di IFAF mondo, e alcuni paesi hanno deciso di non riconoscere la presidenza di T. Wiking gia’ nel 2015 e, conseguentemente, deciso di agire autonomamente.
IFAF Mondo, Presidente Tommy Wiking, ha continuato a operare, convocando il congresso di Parigi nello scorso settembre, alla naturale scadenza del mandato.
In quella sede IFAF ha rinnovato le cariche Mondo, indicando Nel Presidente Leoluca Orlando un VicePresidente, confermando Wiking nel ruolo di Presidente.
Parallelamente e simultaneamente, a New York si riunivano coloro che non riconoscono Wiking presidente IFAF, e per l’Europa le nazioni scandinave e la Gran Bretagna.
A Parigi, oltre alla rielezione delle cariche alla scadenza statutaria, e’ stato proposto un punto importante per lo sviluppo del Football in Europa, ovvero la costituzione di IFAF Europe come organismo piu’ autonomo da IFAF e non solo una dipendenza di quest’ultima con un chairman designato, bensì con un board eletto.
Questa condizione, era stata auspicata da alcune Nazioni, l’Austria aveva presentato una mozione apposita per favorire la risoluzione dell’impasse Mondo e svincolare l’Europa da eventuali frizioni di lenta risoluzione. Sempre nella capitale francese poi la Federazione austriaca non ha presenziato e la mozione, quindi, e’ stata fatta propria dal Board IFAF che l’ha votata. Da qui si è di fatto costituita la formazione autonoma di IFAF Europe, con autonomia gestionale e finanziaria. Un po’ come accade con FIFA e UEFA nel governo del calcio a livello mondiale ed europeo.
Alla FIDAF e’ stato offerto un posto nel Board della rinnovata IFAF Europe, indicando il sottoscritto come designato, in quanto presente a Parigi. L’obiettivo di FIDAF e’ certamente quello di consolidare anche il proprio ruolo internazionale in veste CIO/CONI, ma primariamente apportare contributi positivi allo sviluppo del Football continentale in generale. A Parigi, malgrado la propositiva presenza delle Federazioni europee con maggior numero di tesserati (Germania e Francia che insieme fanno 76.000 tesserati), di altri soggetti come Spagna, Turchia, Irlanda, Olanda, Portogallo (new entry) e tanti altri paesi in cui il Football si sta sviluppando, e’ mancata la presenza di alcuni attori: Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Svizzera e le gia’ nominate nazioni scandinave. Erano presenti molti paesi dell’area balcanica e dell’Est e la Russia, segno di un possibile sviluppo verso nuove realtà in crescita.
Il risultato di Parigi ha consegnato alla ribalta una nuova IFAF Europe, autonoma, ma priva di alcune federazioni storiche e importanti al di là del numero dei tesserati.

Avete già ricevuto qualche risposta da parte delle federazioni europee?

Abbiamo iniziato a ricevere le prime risposte, ma i prossimi giorni diranno di piu’. Si registra interesse, ma adesso si deve attendere un tempo di riflessione e di assimilazione dell’iniziativa, che ha certamente sorpreso molti, ma che in FIDAF si era valutata anche prima di Parigi (settembre 2016).
Al di la’ delle cariche, la cui assegnazione puo’ essere un riconoscimento a quanto fatto di buono dalla nostra Federazione negli ultimi anni, desideriamo veramente, con il Presidente Orlando in testa, che questo incontro possa essere utile ad appianare alcune asperita’ e a disegnare un futuro di maggiore cooperazione e condivisione, dentro un telaio di autonomia operativa che il Congresso di Parigi ha gia’ sancito.
L’Italia nella storia ha avuto un ruolo iniziatico nel Football in piu’ occasioni: ha ospitato il primo Europeo (1983), il primo Mondiale (1999), il primo Europeo di Beach Flag (2014). Speriamo che questa “conferenza” possa avere il successo che il nostro sport si meriterebbe.

Quali saranno i temi principali trattati e quali sono gli obiettivi dell’incontro?

Come gia’ accennato: governance condivisa, programmi condivisi, sviluppo del Football, strategie che abbiano il continente al centro di tutto. Una Europa piu’ forte perche’ piu’ unita, nel rispetto delle individualita’ nazionali, il superamento di questioni localiste verso una visione collettiva al di la’ delle persone. I programmi europei, a gestione unitaria, siano specchio e terminale dei programmi delle Federazioni nazionali, per Squadre Nazionali e per Squadre di Club. Fondamentalmente il desiderio e’ quello di convincere schieramenti potenzialmente in disaccordo a riconsiderare le proprie posizioni.

Cosa può comportare una buona riuscita dell’evento, con l’Europa del football più unita? E quali rischi si correrebbero invece in caso di fallimento?

Ovviamente se le Nazioni partecipano disposte a un dialogo di costruzione, tutta l’Europa e quindi IFAF Europe e di conseguenza IFAF Mondo, avrebbero un giovamento sui vari scenari operativi.
Si puo’ fare una programmazione di medio/lungo periodo piu’ stabile e di conseguenza avere tempo e modo in ogni nazione di definire i propri programmi di partecipazione con maggiore anticipo.
Se invece ci fossero ripensamenti o rinunce vorra’ dire che alcune nazioni non intendono assumere un ruolo politico. La mia opinione personale e’ che non si puo’ stare ad aspettare a lungo che le cose accadano da sole e che si debba scuotere un po’ tutto il gruppo di chi non ha preso posizione per un confronto e una nuova operativota’.
Vogliamo auspicare una consapevolezza positiva dei colleghi europei, soprattutto del ruolo che possiamo giocare tutti insieme e ognuno nel proprio territorio. I tornei (club e nazionali) andranno comunque avanti, e sono state date ampie rassicurazioni di regolarita’ in tal senso sin dall’ultimo congresso.
Lo sforzo del Presidente Orlando e di tutta la nostra Federazione e’ quello di portare contributi positivi a questo tavolo di concertazione, che desideriamo e speriamo si possa degnamente celebrare con una ampia e condivisa partecipazione.

 

Continueremo a tenervi aggiornati sulla vicenda, in attesa di maggiori informazioni sulle nazioni che aderiranno all’iniziativa.









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