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Grizzlies, Warriors e Panthers: l’Italia del football senza import (o quasi)

Dopo aver presentato gli import delle due compagini milanesi della IFL, e a pochi giorni dalle prime gare di campionato, facciamo il punto sui tre teams che, pur con motivazioni e storie diverse, hanno rinunciato (o quasi…) a schierare giocatori USA appositamente arrivati per il nostro campionato: Grizzlies Roma, Warriors Bologna e Panthers Parma. Tutte avranno un solo atleta USA.

Cominciamo dai Grizzlies Roma, eccezione tra le eccezioni di questa IFL 2015: la squadra del Presidente Stefano Cicinelli, alla sua prima esperienza in Divisione I, si presenta ai nastri di partenza forte dei successi ottenuti in Divisione II negli ultimi tre anni. Tutti sono stati costruiti su un roster giovane e un gioco molto atletico ed aggressivo nella miglior accezione del termine.

Riconfermata praticamente in blocco la squadra vincitrice delle ultime due finali LENAF, procurati alcuni innesti italiani nel vasto bacino della capitale, i Grizzlies affronteranno nuovamente il derby capitolino in prima divisione con un solo atleta USA che però non possiamo definire propriamente import in senso stretto, in quanto “pescato” direttamente sulle rive del Tevere. Si tratta di Devon Dawson, ex-offensive lineman per l’Università di South Carolina State (Div. I-AA).

Devon è approdato a Roma nel 2011, sponda Marines, ma in quella stagione un pesante infortunio alla spalla lo costrinse a fermarsi. Rimasto però affascinato dall’Italia e da Roma, Devon ha poi deciso di rimanere a vivere e lavorare nella città eterna dove, nelle ultime tre stagioni, ha allenato sia nei Gladiatori che nei Marines. Devon ha poi espresso al suo ex-coach nei Marines, Cristiano Gramigna, attuale allenatore delle linee di attacco dei Grizzlies, la volontà di tornare in campo ed eccolo allora vestire la sua terza maglia capitolina (certamente un record per un atleta USA).

Con Devon (194 x 140 kg) i Grizzlies potranno sostituire più che degnamente il Nose Guard Epeli Waqavonovono, solida ancora della difesa 3-3 che costituisce il marchio di fabbrica dei moderni Grizzlies di Coach Claudio Faccini, (l’atleta è tornato definitivamente nelle sue Isole Fiji), andando ad affiancare in DL i nazionali Giacomo Insom e Alessandro Lucariello. Questa frontline promette grattacapi a tutti gli attacchi avversari e, ovviamente, in caso di necessità Dawson potrà dare certamente un valido contributo anche in linea di attacco.

Difficile per lui parlare di statistiche personali dato il ruolo di OL sempre ricoperto: così com’è difficile parlare di statistiche personali per moltissimi dei protagonisti del roster dei Grizzlies che fanno da sempre della coralità la loro arma vincente. La rodatissima difesa saprà certo farsi valere anche in IFL, mentre qualche difficoltà in più è lecito attenderla in attacco, anche se la grande esperienza del coaching staff degli “Orsi” avrà certamente studiato il modo di far rendere al meglio l’ottimo capitale umano disponibile.

Discorso analogo vale anche per il coaching staff dei Warriors Bologna, arrivati al secondo anno del Progetto ALL BLUE: un team costituito “dal basso” con un paziente lavoro sulle giovanili e sull’Academy che ha permesso allo storico team felsineo di mantenere la posizione in IFL lo scorso anno senza imported e con la possibilità di togliersi anche qualche bella soddisfazione. Sono stati molti i giovani lanciati verso il Blue Team Italia.

A Bologna, anche nel 2015, non vedremo nessun import, e quindi toccherà ai vari Slusarz, Cira, Parlangeli, Nadalini e molti altri, forti di un anno di esperienza in più, seguire gli ordini di uno dei coaching staff più completi d’Italia per mantere altro il vessillo del Guerriero bianco-blu. A questi ultimi, anche il gradito compito di amalgamare gli innesti provenienti anche dall’accordo di collaborazione stretto dai Warriors con i Ravens Imola, esempio pratico di collaborazione tra Società che molti altri stanno già seguendo.

Last (but SURE not least) i Panthers Parma, che faranno di nuove necessità virtù, presentandosi per la prima volta in IFL senza import  (o quasi): coach Papoccia dovrà, coadiuvato dal suo ottimo staff, rimboccarsi le maniche e fare in modo che questa assenza abbia il minor impatto possibile sui risultati della squadra; sempre fermo restando il fatto che, essendo lui tesserato, potrà scendere in campo, qualora fosse necessario, come giocatore.

Nel caso specifico dei Panthers dobbiamo però intenderci sul significato e sul ruolo degli import, e dobbiamo farlo statistiche del 2014 alla mano. I Panthers hanno diversi giocatori italiani che lo scorso anno hanno superato in rendimento la maggior parte dei loro «colleghi USA» di ruolo in IFL. Per questo, non è certo follia pensare che le Pantere di Tira siano, tra tutte le squadre IFL, quelle meglio attrezzate sul versante del roster italiano, nonostante molte altre realtà si siano ulteriormente arricchite di talento nostrano.

Tommaso Monardi, QB dei Panthers e della Nazionale, lo scorso anno, pur perdendo a metà campionato per infortunio WR del calibro di Tommaso Finadri e l’import Brewer, ha messo insieme un primo posto nel rating generale (211.5 contro i 188.9 di Dally secondo nella graduatoria) un secondo posto nella media di yards passate per gara (203.6 contro le 213 di Welch dei Dolphins primo nella graduatoria) ed un ottimo terzo posto nella graduatoria Total Offense, dopo Welch e Dally. Il tutto, praticamente senza mai correre la palla personalmente come i due USA.

D’altronde, non serve chiedere a Monardi di correre quando in squadra c’è un’atleta come Malpeli Avalli, il piccolo RB delle meraviglie cresciuto alla corte dei Panther e definitivamente consacrato nella scorsa stagione da questi numeri: primo per totali di yards corse (1.380) e per media gara (138); quinto nel Total Offense e unico RB Italiano, insieme Ghislandi dei Lions (decimo), ad essere presente in graduatoria; primo per TD segnati (21 su corsa e 2 su pass); primo nella speciale graduatoria All Purpose con una media di 169.5 yards a partita.

Solo alcuni tra i migliori USA arrivati in Italia hanno potuto sviluppare numeri di questo genere, e se pensiamo che nel 2014 i Panthers erano impegnati nella competizione europea, possiamo anche pensare che alcuni di questi numeri saranno migliorati in questa edizione della IFL. I Panthers hanno perso alcune pedine importanti in linea d’attacco, ma, considerando la storia della squadra, non si fa fatica a pensare che i sostituti, magari in arrivo dalle giovanili, non faranno troppa fatica a creare per Monardi e Mapelli Avali le stesse condizioni di gioco.

In difesa, al contrario, si farà certo sentire l’assenza di un giocatore come Paulsen. Il DB import, lo scorso anno ha dominato la classifica degli intercetti (9) e dei pass difesi (13 in totale) contribuendo con le sue giocate a non concedere mai, Seamen a parte, più di un solo TD ad ognuno degli avversari incontrati. In compenso, oltre ad alcuni innesti di valore dal settore giovanile, i Panthers potranno contare sul ritorno a casa di Michele Canali, devastante DE che dopo la sua esperienza nei college USA darà ancora più spessore alla linea difensiva degli estensi. E chissà, magari, come nel Superbowl contro i Warriors, potremo rivederlo anche in attacco, come TE e RB, con la certezza che anche li potrà fare la differenza.









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