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Fulvio Cavicchi e il Bloodbowl

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Strane e imprevedibili sono le vie della Forza…

E del tutto particolare è quella che ha portato Fulvio “Aramil” Cavicchi al football americano. Un percorso che è iniziato dal Bloodbowl, un (nerdissimo) gioco da tavolo per arrivare alla offensive line dei Warriors Bologna, ad un Superbowl disputato e alla presidenza dei neonati Alligators Rovigo.

Fulvio Cavicchi in maglia Warriors Bologna

Fulvio Cavicchi in maglia Warriors Bologna

 

Chi meglio di lui poteva raccontarci, in occasione della settimana più nerd del football, di questa versione cartacea del gioco dello sferoide prolato in occasione dei mondiali disputatisi recentemente a Lucca?

E complimenti agli italiani, Campioni del Mondo!

Dal 6 all’8 novembre si è svolta in Toscana la terza edizione della Coppa del Mondo di BloodBowl, un gioco da tavolo che unisce il football americano ed il mondo fantasy (sullo stile del Signore degli Anelli, quindi con Elfi, Nani, Orchi… per un totale di ben 24 differenti razze giocabili, ognuna con le proprie caratteristiche e peculiarità).

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Il BloodBowl è un gioco tattico per niente banale, avvicinabile per alcuni aspetti agli scacchi, come per esempio il fatto che si giochi uno contro uno muovendo miniature (in piombo da dipingere, per questo ci sono poi anche competizioni di pittura) su una scacchiera (che rappresentando un campo da football è ovviamente rettangolare e non quadrata).

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A Lucca (preferita a Sidney, Copenaghen e Bruges) si sono ritrovati ben 912 giocatori da tutto il mondo, Stati Uniti ed Australia comprese, per giocare in squadre da 6 giocatori l’una ed occupando da venerdì a domenica un immenso padiglione del Polo Fieristico la settimana seguente la famosa manifestazione di Lucca Comics & Games.

Uno spettacolo fantastico ed un ambiente piacevolissimo che, grazie anche ad un regolamento molto chiaro, ha permesso ai soli 4 arbitri presenti di gestire le 456 partite che si sono svolte contemporaneamente per nove volte (tre per giorno).

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Il BloodBowl è abbastanza praticato nel nostro paese, che addirittura è stato già per ben tre volte Campione d’Europa. Il vecchio continente è comunque quello in cui il livello di gioco è ancora il più alto in questa disciplina, che è stato creata a Nottingham dalla Games Workshop. Ed infatti l’Inghilterra, la Francia, la Spagna e la Danimarca sono insieme all’Italia le nazioni più forti al mondo.

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Una bella sorpresa in questa edizione della World Cup (organizzata dalla NAF, l’Associazione Mondiale degli Allenatori di BloodBowl, che ha un italiano al comando) è stata anche la crescita degli Stati Uniti, che nelle edizioni passate erano parsi molto indietro ed invece questa volta la squadra chiamata American Football Conference (tanto per dimostrare una volta di più il legame del BloodBowl con il Football) è arrivata nelle prime dieci.

Ma la notizia più interessante, oltre al fatto che diversi giocatori italiani di football americano attivi o del passato erano presenti (rappresentate ad esempio Warriors Bologna, Knights San Giovanni in Persiceto, Guelfi Firenze, Storms Pisa ed Ironmen La Spezia), è che alla fine ad alzare il trofeo e potersene vantare per quattro anni fino alla prossima edizione è stata proprio una squadra tricolore.

Infatti sono stati i Masters of Tilea a festeggiare alla fine, formati da 3 bolognesi (Giuseppe “Beppe” Viti, Paolo “Dirold” Della Casa, Gianluca “Farina” Lazzeri), un meranese residente da tanti anni a Bologna (Massimo “Roller” Banal), un torinese (Francesco “Kaltenland” Balzano) ed un romano (Riccardo “Spartako” Zerbo). Secondi i danesi dei Latino Lovers e terzi i Pilous dalla Francia.

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I Masters of Tilea, Campioni del Mondo

 

Se volete informazioni sul gioco o su dove si possa praticare nella vostra città, il consiglio è di recarvi su bb forum, nettamente il punto cardine dove il movimento bloodbowlistico italiano si ritrova.

 

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