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Football For Life: intervista a Guido Cavallini

Football For Life: intervista a Guido Cavallini

Qualche giorno fa, abbiamo condiviso sulla nostra pagina facebook un post riguardante un comunicato pubblicato da #ASSOFOOTBALL. In esso si parlava di un’iniziativa che porta il nome di “Football For Life“, messa in piedi da un nome noto del football italiano, ovvero quello di Guido Cavallini, a cui si affianca quello di Antonella Tuzzolino, che con lui coordina il tutto. Il progetto indipendente, che potrete conoscere meglio leggendo il comunicato di cui sopra, partirà questo fine settimana con il primo corso FIDAF aperto a tutti gli aspiranti Promotori Sportivi. Avvicinandoci alla data, abbiamo voluto intervistare Guido Cavallini per chiedergli qualcosa di più sull’origine dell’idea, la storia, il progetto e le sue implicazioni. Ecco cos’ha risposto alle nostre cinque domande:


Ciao Guido! Grazie per aver accettato la nostra intervista. Ti andrebbe di spiegarci bene in cosa consista Football For Life?

Grazie a voi di IFL Magazine! Molto sinteticamente, ho solo cercato di mettere insieme le iniziative a cui già in passato avevo personalmente partecipato e che tante altre associazioni di Football nel territorio italiano avevano già effettuato. Semplicemente si tratta di un’attività di promozione sportiva, potenzialmente autonoma finanziariamente, che si rivolge sul territorio e che è diretta a tutte quelle forme di aggregazione giovanile, passando dagli oratori, ai camp/colonie estive, alle scuole disponibili a proporre la nostra attività sportiva ed anche ad interventi nei parchi pubblici o sagre e feste di paese. In pratica, in un mondo sportivo che rotola sulla palla tonda facciamo vedere ai giovani che i rimbalzi “anomali” possono essere divertenti e che il “contatto” da noi non è sempre fallo; anzi, come disse un mio compagno, questo sport risveglia sensazioni antiche: essere preda ed essere cacciatore in un posto dove le possibilità sono uguali per tutti.

La domanda è d’obbligo: come ti è venuta questa idea e perché secondo te il football ha bisogno di questo?

Sinceramente non mi sento il padre di questa iniziativa, né tantomeno il creatore di quest’idea, ma come già detto solo un’addetto al campo che dopo tanti anni d’esperienze di recruiting e promozione, ritiene di aver capito che uscendo dal singolo contesto societario di appartenenza si può fare davvero tanto per aumentare il numero di praticanti sportivi e soprattutto abbassare l’età d’ingresso di chi inizia l’avviamento alla nostra disciplina sportiva. Ancora troppo alta è la percentuale di giovani oltre i 16-18 anni che si avvicina al nostro sport dopo essere stato deluso da altre attività. FOOTBALL FOR LIFE, di chiaro riferimento USA, vuole “usare” i nostri giovani atleti, appassionati e positivi, come veicolo per arrivare in tutti quei luoghi di aggregazione giovanile per portare un semplice messaggio: giocare e divertirsi nel rispetto di semplici regole, è tutto ciò che serve per crescere. “Per educare non servono per forza “sermoni”. Non ci credi? vieni a giocare a Football!”. SI. direi proprio che il Football ha bisogno di questo.

I rapporti con le istituzioni? FIDAF ha collaborato da subito?

A maggio 2015 ho iniziato a maturare questa idea e chiaramente ho subito interpellato Simone Iori e Giogio Longhi per capire se iniziative simili erano già presenti nel panorama FIDAF. Un punto fermo di “Football for life” è il coinvolgimento dei nostri giovani atleti quali principali promotori del nostro Sport. Un’idea semplice: “dai giovani per i giovani”. Mi chiesi perché FIN e FIPSAS rilasciassero brevetti di assistenti bagnanti (con responsabilità di soccorso e salvavita)  a ragazzi dal 16° anno, mentre noi non avevamo alcuna qualifica allenante per i nostri giovani. E’ proprio grazie alla loro collaborazione che, usufruendo di un percorso già esistente nel mondo Flag Football, si è istituita la figura di “Divulgatore Sportivo” ed è stato creato il corso del 17/18 ottobre a Milano, rivolto non solo alla formazione allenatori tackle di 1° livello, ma anche a questa nuova figura. Queste sono state le parole di Giorgio Longhi:

“La commissione e tecnica confermerà  la qualifica di Promotore Sportivo ai partecipanti al corso di livello 1 con validità di anni 2. Per SSA FIDAF Giorgio Longhi”.

Per acquisire la piena qualifica di Coach 1° livello tackle, dovranno sostenere l’esame entro 2 anni dalla data del corso.
Direi che FIDAF ha recepito in pieno la positività del Progetto e via libera migliore di questa non poteva esserci.

Come si inserisce in tutto questo #ASSOFOOTBALL e quanto è importante per il progetto di Football For Life?

#ASSOFOOTBALL era la tessera mancante per completare la struttura organizzativa del progetto. Da subito inizierà ad essere il punto di ritrovo e la vetrina di tutti coloro i quali avranno voglia di partecipare o di condividere qualche attività magari già in essere e che persegue gli stessi scopi. Inoltre, ogni progetto, dagli oratori alle scuole, dai camp ai luoghi pubblici, avranno percorsi differenti: alcuni saranno immediatamente autonomi finanziariamente (Enti di Promozione Sportiva, Associazioni che gestiscono attività sportive delegate dai comuni e che già retribuiscono i formatori), altre, invece, dovranno cercare attività economiche interessate ad essere presenti nel mondo sportivo giovanile e che possano quindi andare a coprire le spese del materiale ed il rimborso dell’istruttore. Già oggi, quando ancora non è avvenuto il primo incontro di “Football For Life”, diverse città e province come Varese, Torino, Verona si stanno interessando. La possibilità che si sviluppi una rete nazionale di promozione sportiva… inizia a non essere più fantascienza!

Infine vogliamo chiederti: a cosa ti aspetti che porterà questo progetto e che aspettative hai per il cammino futuro iniziato da questo primo passo?

Essendo italiani, credo che le buone idee non ci siano mai mancate; poi arriva la lettera “O” di Organizzazione e la “P” di Programmazione e a questo punto credo che ci abbiano strappato la pagina del vocabolario. Ironia a parte, credo molto nel coinvolgimento dei giovani ed in questo Progetto che al momento ha ancora la forma di “IDEA”. Ogni giorno si sta pian piano strutturando e, avendo come obiettivi temporali la primavera e l’estate 2016, direi che possiamo lavorare bene, un piccolo progetto alla volta, un passo alla volta. Direi che il football ce l’ha insegnato: il nostro è un mondo di NON professionisti e di sognatori. Credo sia un sogno di tutti vedere arrivare sul field tanti giovanissimi. La ricetta è semplice ed è sempre la stessa: WORK HARD PLAY HARD!

Grazie per essere stato con noi e in bocca al lupo!

Grazie a tutti voi per il vostro lavoro!

 

Foto: Guido Gilberti









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