IL PRIMO MAGAZINE DEL FOOTBALL ITALIANO DALLA A ALL'END ZONE
Division II

Favola UTA, vinto il Silver Bowl

uta silver bowl

Un pomeriggio di sole a Cesena, un pomeriggio che getta la sua luce sul football che in molti credono essere il più bello d’Italia: quello della Divisione II. Finalisti all’Italian Bowl Weekend 2016 i “neo-uniti” UTA (United Titans Angels), dimostratisi una vera corazzata costruitasi sui migliori talenti delle due già belle realtà, e i Barbari Roma Nord, una squadra di grande esperienza che, sebbene il roster (storicamente) corto, hanno conosciuto l’emozione della finale di questa categoria già molte volte. Partita importante per molte ragioni tra cui non solo la voglia degli UTA di dimostrare che la criticata unione era ed è la scelta vincente, ma anche perché in campo è presente Manuel Schollmeier, giocatore storico dei Barbari che giunto alla soglia dei 48, oggi ha giocato la sua ultima partita da giocatore di football in questa categoria.

PRIMO QUARTO

Dopo il rituale della monetina a partire in attacco sono i Barbari, pronti a sguinzagliare un Di Giorgio dai numeri mostruosi a cui spetta anche oggi l’operazione di convertire il yard il power football dei suoi. Contenere l’attacco dei Barbari era certamente la cosa più complessa da fare, ma gli UTA aprono bene il proprio incontro rendendosi protagonisti di un drive difensivo vincente. In attacco vige da subito grande calma. Fiordoro conduce i suoi con pazienza e un lancio dopo una corsa, i bluazzurri muovono la catena fino alla red zone romana. Su un complicato 3 & 13 è Fiordoro ad inventare la giocata. Il gioco rotto lo porta a scivolare sulla destra e lì, tra coraggio e follia, sceglie di incrociare il campo con un lancio che sta in aria tanto tempo, ma cade preciso tra le braccia di Spada (try good). È 7 – 0. I Barbari, chiamati a mostrare il proprio gioco esplosivo, continuano in realtà a faticare. Gli UTA tengono sotto stretta sorveglianza Di Giorgio e le difficili situazioni di down & distance che seguono, obbligano i Barbari a giocare due lanci lunghi che si risolvono in un nulla di fatto per il secondo 3 & out della loro partita. L’attacco degli UTA torna in campo così come ne era uscita. Trascinata da Fiordoro, capace di correre quanto di lanciare con precisione, la squadra “di casa” si riaffaccia sulla red zone degli avversari. Due down dopo, termina il primo quarto.

SECONDO QUARTO

Girato il campo e giunti sul 3 & 9 è Pistacchio a negare a Spada il completo per il nuovo primo down. Costretti al calcio piazzato, gli UTA si affidano ancora a Spada che manda però largo a destra. I Barbari tornano in campo con un nuovo piglio. D’Ottavi pesca un completo lungo che significa il primo first down di giornata per i Barbari. Un completo dopo, anche Di Giorgio riesce finalmente a prendere le misure necessarie per colpire la difesa avversaria. I Barbari provano ad affondare lungo, ma un pronto Canuti ci mette una pezza. Quando sembrano esserci tutte le condizioni per arrivare ad una marcatura, ecco che un fumble su uno scambio dietro la OL barbara viene recuperato dagli UTA per un cambio di possesso pesantissimo che rischia di condizionare l’incontro. Come sempre vale nel football è importante segnare dopo un turnover. Gli UTA ne sono consapevoli, soprattutto perché, nonostante l’apparenza, ora sembrano essere i Barbari a fare la partita. Il drive offensivo è caratterizzato da tante flag e finisce per essere molto lungo. Si resta a lungo nella redzone romana, lì dove serve calma ed esperienza; ed è proprio quello il momento in cui a farsi carico dei suoi può essere solo Angeloni. “Come una lama calda nel burro” (cit.), il runner penetra centralmente la difesa bianconera per il secondo TD di giornata. Try good e 14-0. Con il tempo che corre e gli UTA che avranno il primo possesso offensivo nel terzo quarto della partita, il successivo drive barbaro è fondamentale come lo è la gestione del tempo. Il momento è topico e carico di pressioni mentali rilevanti perché questa è la primissima volta in questo 2016 che i Barbari devono recuperare 14 punti di scarto. All’interno del 2 minute warning, i Barbari sono nuovamente costretti al 3 & punt. Ripreso il pallone gli UTA scelgono il manuale, fanno scorrere il tempo e mandano le squadre a riposo.

TERZO QUARTO

Che non abbiano intenzione di calare il ritmo, gli UTA lo dimostrano già dal proprio ritorno di  kick-off. Qualche down dopo, appare chiaro che i Barbari non sanno ancora come fermare i lanci e le corse dei propri avversari. La mostruosa partita di Fiordoro continua, ma un fallo e un incompleto complicano il drive portando i bluazzurri sul 4 e lungo. Sopra di 14 punti non c’è bisogno di forzare e si sceglie per il punt che Spada calcia alla perfezione piazzando l’ovale nelle 20 avversarie. Fin qui 180 le yard offensive degli UTA, mentre solo 45 quelle dei Barbari. Se i numeri sembrano dire tutto dell’incontro, Di Giorgio, abituato a ben altri numeri personali, vuole ancora dire la sua. Gli exploit personali del runner non possono però fare il lavoro di una linea offensiva che continua a mancare di presenza. La compostezza e l’ordine della DL avversaria impedisce ai romani di avanzare il pallone fino al nuovo primo tentativo. Sul quarto down la scelta è quella di non liberarsi del pallone e giocare alla mano. Il successivo incompleto regala la palla agli UTA e sembra raccontare la storia di una partita destinata a chiudersi in poche giocate. Nelle 30 dei barbari le maglie blu non gestiscono però il pallone nel modo migliore. Sul 4° down, però, Spada fa la giocata del giorno piazzando un calcio dalle 48 yard, con una cannonata da 3 punti che vale quanto un TD. Ora che i possessi di vantaggio sono tre, i Barbari sono chiamati a una prova fatta di quel carattere che certo non gli manca. Per la prima volta nell’incontro il drive li porta nella red zone avversaria dove viene fischiato la fine del quarto.

QUARTO QUARTO

Finalmente, arriva anche il primo TD siglato da Di Giorgio. Emozione sul calcio di trasformazione, stoppato dalla difesa e raccolto da Di Giorgio stesso che prova a correrlo senza successo. Agli UTA, che ancora hanno due possessi di vantaggio, ora deve interessare muovere la catena e consumare il tempo. Due primi down allungano il possesso; Fiordoro, prima degli snap consuma tutto il tempo possibile. Poi l’azione e un nuovo completo da primo down su Gualandri; la degna anticipazione dell’immensa portata di Angeloni che, con una corsa centrale, travolge ancora una volta i Barbari e sigla il terzo TD UTA. Con il calcio di trasformazione sbagliato il punteggio resta sul 23 – 6. Se le parole Game Over non si possono ancora pronunciare è solo grazie all’illusione che regala D’Ottavi realizzando una QB sneak da 1 yard (xpt. good). 23-13 e ai Barbari, che ora corrono contro il tempo, non resta che tentare un onside kick… che però non riesce. Con la palla sulle 45 yard di Roma, gli UTA commettono un fumble che se ridà palla ai Barbari, in realtà ci accompagna alla fine dell’incontro. Gli UTA sono campioni d’Italia per la Divisione II.

Abbiamo visto un incontro interessante, giocato da due squadre arrivavate da una perfect season roboante. A vincere è stata la qualità di due squadre, Titans e Angels, unite in una realtà che ha mostrato di essere composta non solo da buoni giocatori, ma anche di allenatori preparati ed intelligenti. I Barbari hanno pagato non tanto il loro roster corto, quanto la mancanza di una varietà di giochi nel proprio playbook che gli permettesse di adattarsi ad una situazione differente da quelle incontrate prima di questa finale. Gli UTA hanno preparato la partita meglio dei loro avversari, individuando con chiarezza quelle chiavi di lettura che nessun altro era riuscito a mettere a fuoco prima e accompagnando all’alta dose di tecnica, una carica di aggressività sportiva determinante per portare a casa l’incontro. La squadra di Roma tornerà a casa consapevole di aver perso un’occasione. La partita non era fuori dalla loro portata. Tra le ragioni per cui non sono riusciti a prendersela, c’è da inserire la mancanza di presenza di una OL tanto dominante in stagione, quanto “timida” e poco decisa e decisiva oggi. Dispiace sapere che Manuel Schollmeier, così come altri grandi e storici giocatori del nostro football, il prossimo anno non sarà in campo a guidare i suoi. Allo stesso tempo, siamo curiosi di conoscere il futuro di questa squadra che a questo giocatore e leader si è sempre aggrappata nei suoi anni di vita. Sempre di futuro dovremo parlare per gli UTA, la squadra ha manifestato più volte la volontà di andare in IFL qualora avesse ottenuto il diritto di accedervi o avesse potuto prendersi quello di una rinunciante. Si concretizzerebbe così uno scenario interessante che li vedrebbe sostituire i Warriors Bologna recentemente retrocessi. Complimenti agli UTA e al loro grande progetto di cui speriamo riusciremo a raccontarvi ancora per molti anni.

Foto di copertina di Giulio Busi









Ultime News

To Top