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Nazionale

Euro 2016, il giovane volto della Serbia

Serbia SAAF

NOTA: Non disponendo dei roster delle partite che abbiamo potuto visionare, non saremo in grado di scrivere dei giocatori chiamandoli per nome. Li indicheremo per questo con i numeri di maglia con cui sono apparsi nei video di cui disponiamo. Tali giocatori, durante l’Europeo, potrebbero vestire maglie con numeri differenti.

STORIA

Con sede a Belgrado, la SAAF (Serbian Association of American Football) è una Federazione molto giovane. Fondata nel vicinissimo 2009, vede iscritte ben 29 squadre che si distribuiscono sul territorio e che partecipano ai 5 campionati ad oggi esistenti (senior, junior, flag senior, junior e femminile). Il primo team, i Legionari di Sremska Mitrovica, è stato fondato nel 2003. Al numero di squadre indicate corrispondono circa 2000 atleti tesserati. Da questi emergeranno i 45 giocatori che rappresenteranno la Serbia al prossimo Europeo di Lignano. Nonostante l’esiguo numero di praticanti, questa nazione siede momentaneamente alla posizione numero 10 della classifica europea ed è molto conosciuta per essere fisica e coriacea.

ATTACCO

Quando si parla dell’attacco della Serbia si parla di un team dai molti volti. La formazione di cui si scrive è tanto in grado tanto di percorrere il campo in poche azioni, quanto di piantarsi a poche yard dall’endzone avversaria per non aver saputo trovare la giusta soluzione. Gli allenatori serbi amano il gioco di corsa e tendono ad esso senza farne segreto. Che l’azione nasca da uno scambio alla mano o da un pitch (occhio alle option), nel correre la palla si cercano spesso e volentieri soluzioni appena interne o esterne ai tackle offensivi. Interessanti le counter. Al centro arriva poco sostegno dalle linee ed è molto difficile passare. I runningback, che tra tutti si distinguono per impegno e carattere, nelle situazioni difficili riescono a metterci del loro e guadagnare il campo aperto e diverse yard; tuttavia, non sono particolarmente dotati di velocità e, talvolta, finiscono per “perdere il momento” per risultare davvero incisivi.

Complice di ciò è probabilmente una linea offensiva “grossa”, ma un po’ lenta, che spesso e volentieri finisce per rimanere vittima degli avversari che propongono un gioco aggressivo. Guardando i video, si può notare come spesso capiti che i difensori riescano a mettere le mani addosso ai corridori dietro la linea di scrimmage. Ciò avviene perché alcuni componenti della linea, quando ingaggiati nel modo corretto, faticano a recuperare lo svantaggio e si fanno portare indietro dall’avversario. Questo signigica che, oltre alle difficoltà sui giochi di corsa, in presenza di un rush massivo da parte di linee difensive e linebacker, anche la pressione sul QB aumenta molto. Il risultato è la costrizione ad eseguire i propri movimenti in spazi non proprio comodi e che, a volte, finiscono per essere un elemento determinante nell’esecuzione e la realizzazione del gioco.

Dal momento che la tendenza è quella del gioco di corsa, ne risulta che i ricevitori siano il reparto meno coinvolto nelle manovre offensive serbe. Tuttavia, le mani dei WR di questa nazionale sembrano affidabili. Il pericolo-big play è dietro l’angolo, specie da play-action (finte di corsa che mascherano un gioco di lancio). I movimenti sul campo da gioco appaiono abbastanza precisi e sono, per questa ragione, da definire come efficaci. Non molto sostegno arriva dal Quarterback numero 9 che abbiamo potuto osservare nei video. Non siamo in grado di dire se vedremo lui sul campo (si vocifera di un giocatore oriundo di cui non abbiamo informazioni), ma possiamo descriverlo come in possesso di braccio e coraggio, almeno quanto impreciso e – talvolta – affrettato. Tali considerazioni vanno pesate sulla stessa bilancia che, nell’altro piatto, vede appoggiata la criticità che sempre si accompagnanA ad un ruolo delicato come il QB; specie quando si deve interpretarlo in un team con il quale non è stato possibile lavorare molto.

DIFESA

In difesa i serbi scalpitano sulla linea. Il loro fronte a quattro uomini appare ordinato e ben posizionato davanti all’attacco avversario. La DL sembra tuttavia soffrire le linee offensive in grado di fare un gioco tecnico; e questo è vero soprattutto se ad esso si accompagnano schemi di finte dietro la linea di scrimmage, magari eseguite da formazioni offensive chiuse. Ciò porta i D-lineman a dover fermare la propria spinta e a prendere tempo per eseguire la corretta lettura. E’ in quel momento, quando l’impeto dell’esplosione iniziale si affievolisce, che la tecnica di cui ogni OL dovrebbe disporre può far alzare la schiena agli avversari e decretare la loro sconfitta nell’azione. Nonostante ciò, alcuni elementi della squadra biancorossa sono dotati di un’ottima capacità di interpretazione del gioco. In tal senso, è da segnalare l’atleta che nel test match contro la Svizzera indossava la maglia numero 91, capace di interessanti rimonte personali sul gioco (anche ribaltando il campo).

Questo non è però l’unico giocatore del blocco di difesa ad eccellere nella lettura dei giochi d’attacco avversari. Per trovare altri buoni interpreti del gioco offensivo si può cercare tra i linebacker. Solitamente in gruppi di tre dietro la linea a quattro uomini (nel football ci si riferisce a questa formazione con la dicitura 4-3, dove il primo numero corrisponde al numero di linee, mentre il secondo al numero dei linebacker in campo), il pacchetto dei linebacker serbi si distingue non tanto per la sua fisicità, quanto per la reattività e, appunto, la lettura. Se qualche yarda viene concessa, specie nei giochi di corsa avversari che si sviluppano all’esterno della OL, è difficile veder subire portate di palla dal grande guadagno. Quando questo avviene, è prevalentemente a causa di errori individuali al momento del placcaggio, qualcosa che non sempre ai serbi riesce benissimo. Gli outside linebacker sono, inoltre, spesso coinvolti nelle coperture sui lanci. Se questa opzione si preferisce ad una così detta Nickle Defense (ovvero una formazione che presenta 5 difensiveback naturali), significa che i giocatori in campo godono della fiducia dei coach non soltanto contro le corse, ma anche contro i lanci.

Parlando di lanci possiamo introdurre il secondario serbo. Complici i pochi down di lancio degli avversari, nel test match contro la Svizzera giocatosi proprio in preparazione di questo Europeo, non abbiamo visto un grande coinvolgimento nell’azione di questo reparto. Possiamo tuttavia affermare con certezza che la difesa a zona di questa squadra è abbastanza efficace da essere degna di nota. Le coperture eseguite con ordine hanno più volte portato il QB avversario a dover forzare il gioco, un rischio che una qualsiasi difesa che gioca una competizione ufficiale vuole far correre al proprio avversario. Se gli scambi dei WR nelle zone non sono un problema per i DB serbi, un po’ di carenza diviene evidente quando la marcatura si stringe e, insieme alle poche yard di cuscino lasciate all’avversario, viene chiamata in causa la marcatura man-to-man (ovvero uomo a uomo). Questa situazione offre spesso un buon match-up (uno scontro diretto tra due uomini) da scegliere se si cerca un completo che possa muovere la catena. In presenza di quarti down lunghi, il passaggio dei serbi in quarter (copertura nella quale il fondo del campo viene diviso tra quattro uomini che coprono a zona) è praticamente garantito; il fatto che si giochi questo schema anche sui terzi down, però, potrebbe essere un’arma a doppio taglio contro un attacco calmo e conscio delle proprie capacità.

RIFLESSIONI

Una tra Serbia è Svizzera, è chiaro, si giocherà la finale di questi Europei di Lignano. Tuttavia, soprattutto al netto di ciò che mostrano dall’altra parte l’Italia e Israele, attualmente è difficile pensare che una delle due possa portare a casa l’occasione di passare alla fascia successiva. La Serbia è una squadra interessante, di quelle da seguire con attenzione nei prossimi anni; a guardarla nei video di cui disponiamo, però, lascia una forte sensazione di incompletezza. Non mollerà per nessuna ragione. Questo è certo. Le carte in regola per fare bene ci sono tutte, ma oggi sembra ancora presto per aspettarsi una vittoria. Sappiamo che alcuni oriundi si uniranno al gruppo di giocatori che abbiamo potuto esaminare. Questa è l’incognita che dobbiamo segnalare, poiché non siamo in grado di dire quanto questi ultimi sposteranno gli equilibri in campo. Se come si è soliti dire, nello sport tutto è possibile, forse non si sbaglia a sostenere che, pure da (sorprendente) vincitrice, questa squadra avrebbe da lavorare ancora un po’. Per tutte queste ragioni, non vediamo l’ora di vedere i Serbi all’opera. Sarà interessante constatare se e quanto questa formazione sia cresciuta negli ultimi mesi.

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