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Division I

Esplusione Soltana, la sentenza del GS e il pensiero del Pres. Lombardi

Mejdi Soltana

Nel nostro Anatomy of a Call vi abbiamo già raccontato del fatto che Mejdi Soltana è stato espulso per un fallo di Targeting, flaggato durante il terzo quarto in occasione di un kick-off dei Dolphins. Come avviene dopo ogni espulsione, il caso è stato esaminato dal Giudice Sportivo che ha determinato, secondo quanto riportato dal referto arbitrale, che per l’atto di gioco commesso il giocatore sarà punito con la squalifica dai campi per una settimana. La notizia non fa tanto clamore per il provvedimento in sé, che risulta essere quanto meno scontato, quanto per il suo contorno.

Sulla sideline dei Dolphins, infatti, sono state molte le proteste per l’espulsione dovuta ad un fallo che non era stato condiviso dalla squadra penalizzata. Ma se a caldo è facile eccedere per colpa dell’agonismo sportivo, a mente fredda e con la calma necessaria per ragionare non è per nulla semplice saper tornare sui propri passi e decidere di chiedere “scusa”. La prova d’umiltà di cui parliamo è stata affrontata da Leonardo Lombardi, Presidente della squadra Marchigiana, che su Facebook ha scritto quanto segue:

Leonardo Lombardi

© Lorenza Morbidoni

“Sabato sera sono ritornato a casa in Ancona convinto che la chiamata del Targeting su Soltana fosse una Bad Call e come sempre, premesso che avevo e avevamo, come GLS Dolphins Ancona, già accettato il risultato del campo, nello spirito collaborativo che stiamo cercando di mettere in campo da un pò, ho passato la domenica e il lunedì a ricercare il materiale foto e video e a guardarlo.

Grazie anche a IFL Mag TV, sono riuscito a isolare la clip del momento e, comparandolo con le sequenze di foto dei nostri fotografi, quella che su campo era la sensazione di un’ingiustizia subita si è trasformata nella consapevolezza, invece, che la chiamata è stata fatta bene; e posso assicurare a tutti che non sono solito a piaggerie (la classe arbitrale mi conosce bene). 

[…] La chiamata era una di quelle chiamate veramente difficili da fare, vicini alla sideline con un cattivo angolo di visuale da tutte le parti. Personalmente mi sono convinto della chiamata dopo aver rivisto l’azione in slow-slow-motion, ma io ero al computer e con lo zoom mentre il ref in campo ha avuto meno di 1 secondo e una pressione altissima.

Leggo da tante parti il discorso di crescita delle società e della classe arbitrale e non posso che trovarmi d’accordo, ma crescere significa anche ammettere i propri errori, fatti in buona fede, e avere il coraggio di esternarli. Ovvio che la cosa riguarda ambo i lati della barricata, che non dovrebbe esistere, ossia le Società e Refs.

Ma proprio questo è il motivo che mi spinge a fare questo post, perché nel post game, quando siamo andati a chiedere spiegazioni nello spogliatoio dei Referees, l’arbitro interessato, anche se convinto della bontà della sua chiamata, ha avuto il coraggio di sostenerla con educazione scusandosi se avesse commesso qualcosa che a noi sembrava non corretto, e non di difendersi con l’arroganza di chi ha comunque un potere coercitivo e può applicarlo a suo piacimento.

Ecco: a lui e a loro vanno i miei complimenti o “scuse” (anche se nessuno ha fatto niente di sbagliato)”.

Questa è una di quelle volte in cui dopo aver riportato una dichiarazione sai che devi scrivere ancora una frase di chiusura, ma non rimane proprio niente da dire.

Foto: Lorenza Morbidoni

Sentenza Mejdi Soltana week 9 2016









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