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Elite opportunities, per i nostri sarà un’occasione mancata?

Elite opportunities, per i nostri sarà un'occasione mancata?

Qualche giorno fa siamo stati contattati da un gruppo di atleti della categoria U19. I ragazzi, tra i più promettenti del nostro panorama e provenienti da diverse società italiane, ci hanno chiesto aiuto per cercare una soluzione relativamente a ciò che per loro, in qualità di atleti e promesse di questo sport, appare essere un problema.

Nell’arco degli ultimi mesi, infatti, tutti questi ragazzi sono stati contattati da un’organizzazione internazionale di cui in passato vi avevamo già parlato, la Elite opportunities, la quale si è occupata di individuare i migliori prospetti del football europeo con lo scopo di farli incontrare su campo in occasione di un vero e proprio All Star Game che si giocherà il prossimo 10 gennaio nell’Amsterdam Arena di Amsterdam.

Ed è proprio qui che sta il problema dei nostri ragazzi, ovvero nel fatto che in quella data si giocherà anche la finale nazionale U19. Considerato che la possibilità che qualcuno di loro arrivi a giocare l’ultimo scontro di categoria è estremamente alta, viene da sé la conseguenza logica che per qualcuno di loro sarà impossibile giocare l’All Star Game di cui sopra.

Da qui la loro richiesta alla nostra redazione di portare in superficie questa situazione e di cercare di capire qualcosa di più sull’argomento dal lato della federazione, per capire se esistono o meno gli estremi per sognare che la data delle finali possa essere spostata, così da non dover scegliere se partecipare ad un evento internazionale o all’eventuale finale del proprio campionato.

Cos’è elite opportunities

Ma cerchiamo di capire qualcosa di più. Cos’è Elite opportunities? Possiamo certamente dirvi che si tratta di un’organizzazione internazionale che, come descrive l’apposita pagina FB – unico mezzo di comunicazione ad essa collegata a riportare una descrizione dell’attività svolta – si propone di “fare scouting in modo semplice e diretto per ispirare gli atleti in età da college a connettersi con programmi di football americano di livello successivo”. Operando in totale autonomia, chi è dietro ad Elite opportunities ha iniziato a pubblicare su facebook le immagini di quei giocatori che, a giudizio di chi è stato incaricato di fare lo scouting, si possono considerare i migliori prospetti europei. Tra questi sono stati inseriti 7 dei nostri giocatori:

Leonardo Vallini, LB, Marines Lazio
Julian Baldi, LB, Giants Bolzano
Nicholas Giribaldi, LB, Seamen Milano
Michael Abera, LB, Marines Lazio
Valerio Cuomo, RB, Lions Bergamo
Martin Marcacci, DB, Warriors Bologna
Simone Schirmo, DL, Marines Lazio

Da quello che si può leggere sul sito internet di Elite opportunities, l’organizzazione ha schedulato nel proprio programma due eventi di grande portata: il primo, di cui vi abbiamo già parlato, è l’Euro Futures All-Star Game, che si disputerà il prossimo 10 gennaio dopo un camp che partirebbe l’8 dello stesso mese e che avrà sede in uno stadio di prestigio, l’Amsterdam Arena; il secondo sarà invece l’International Futures All-Star Game, che stando al calendario si disputerà il 12 febbraio 2016 in Nord Dakota presso l’Università dello stato collocata a Grand Forks (ND). Anche in questo caso è previsto un camp con inizio il 10 del mese.

EO MailPoco di più sappiamo dell’organizzazione, i cui esponenti, che abbiamo provato a contattare, non hanno ancora risposto alle nostre mail a distanza di alcuni giorni. Possiamo però mostrarvi parte di una delle mail di convocazione all’evento (al quale i ragazzi potranno partecipare a fronte di un esborso di 400€ di cui 100 in deposito e 300 da saldare al loro arrivo), dove si promette la presenza di scouter internazionali che potrebbero avvicinare questi giovani talenti a realtà collegiali americani. Chi siano questi scouter lo abbiamo chiesto in una delle nostre mail che non hanno ricevuto risposta. Non siamo quindi in grado di diverlo.

Le dichiarazioni

Una volta cercata la maggiore chiarezza possibile sull’organizzazione e le attività di Elite opportunities, veniamo al dunque. Consci del fatto che occasioni come questa potrebbero essere uniche e quindi non tornare in futuro, la speranza dei nostri ragazzi è quella di riuscire a partecipare sia all’All-Star Game sia alla possibile finale giovanile che potrebbero raggiungere. Perché si: la scelta di non giocare la finale è per tutti loro una delle possibilità contemplate. Niente meglio delle loro parole può spiegare quanto stiamo cercando di dire. Ecco, quindi, cosa c’è stato detto da ognuno di loro:

Leonardo Vallini

LB dei Marines Lazio che è stato anche la persona che ci ha contattati a nome di tutto il gruppo. Leonardo è molto chiaro in ciò che dice ed inquadra l’importanza di non mancare ad un evento di questa portata:

Vorrei poter giocare l’All-Star game. Ad ogni costo! È un evento fondamentale per confrontarmi con avversari di alto livello e provare a capire veramente il mio calibro di giocatore. Non mi renderebbe molto felice sprecare questa opportunità, sarebbe un tassello in più che aggiungo al mio progetto di andare a fare esperienza negli Stati Uniti.

Julian Baldi

LB dei Giants Bolzano che lo scorso fine settimana vi abbiamo presentato come probabile miglior giocatore dell’U19 ha espresso così il proprio dispiacere nel sapere le date sovrapposte:

Io penso che sia molto difficile dover decidere fra le due cose, ovvero se andare a giocare la finale (se ci si dovesse arrivare) o andare all’All-Star game di Amsterdam. Ovviamente, capisco che la federazione non ne poteva sapere più di tanto perché Elite opportunites é stata creata poco tempo fa. Però questo evento potrebbe aprire tante porte per il futuro e noi non vorremmo mancare.

Nicholas Giribaldi

Se la prospettiva che questi ragazzi possano decidere di non giocare la propria finale è disarmante, lo è ancora di più il fatto che siano in molti a prendere in considerazione questa possibilità.

L’All-Star game di Amsterdam è una grossa vetrina per noi giovani giocatori, un’occasione incredibile per mostrare quello che sappiamo fare a Coach americani e per confrontarci con ragazzi di tutta Europa. La Federazione non poteva essere a conoscenza dell’evento, ma trattandosi di una grande possibilità per noi ragazzi e considerando che la cosa potrebbe aprire le porte ad altri ragazzi in eventi futuri, noi tutti speriamo che col supporto di altri giocatori, allenatori, società e media qualcosa possa muoversi in modo da non obbligarci a fare una scelta difficile.

Valerio Cuomo

RB dei Lions Bergamo oltre che vero e proprio pilastro offensivo del Blue Team giovanile, Cuomo ha reso davvero bene l’idea di cosa voglia dire, per un atleta, trovarsi nella condizione di dover scegliere tra il proprio sogno e i propri compagni e il proprio futuro:

Io penso che l’All-Star game sia una grandissima occasione per noi ragazzi, perché ci può far fare grande esperienza confrontandoci con gente ad un livello molto alto. Innegabilmente è un’occasione irrinunciabile: la piazza è grossa e il livello è alle stelle. A dire il vero, purtroppo sono stato veramente confuso e in difficoltà negli ultimi tempi, perché combacerebbe con il giorno di un’ipotetica finale del campionato U19, un evento che sogno la notte da anni, soprattutto perché rientro da un lungo infortunio che mi ha tenuto lontano dal campo per molto. La voglia di riscatto e di aiutare i compagni è alta e io spero ancora che eventualmente sia possibile fare entrambi gli eventi per evitare spiacevoli scelte per tutti noi.

Michiael Abera

Abera, LB dei Marines Lazio è praticamente della stessa opinione:

Io penso che un occasione come quella che ci viene offerta non vada sprecata. Abbiamo la possibilità di confrontarci con i migliori atleti pari età d’Europa. Credo che nessuno di noi si vorrebbe mai doversi trovare di fronte ad una scelta simile visto che la finale del campionato è un traguardo importante da conseguire e il solo pensare di dover scegliere chi abbandonare mi fa sentire male. Spero che la nostra Federazione possa venirci incontro in questa situazione difficile e spero che nessuno debba fare la scelta prima descritta.

Martin Marcacci

Il DB dei Warriors Bologna è conscio delle problematiche che si sono poste dietro l’organizzazione dell’All-Star game in questione, ma legandosi all’ultimo passaggio di Abera, fa un’appello molto chiaro alla FIDAF riguardo al concedere lo spostamento per i giocatori stessi:

Parlando di crescita e sviluppo, sarebbe importante che ci fosse più collaborazione possibile tra la nostra federazione e chi organizza eventi internazionali di scouting; anche se è chiaro che sarebbero dovuti essere questi ultimi a preoccuparsi di questo. Se da una parte è mancata comunicazione, dal nostro lato sarebbe bello cercare di rendere tutto questo possibile per permettere ai giocatori italiani piú talentuosi di progredire nella tecnica e di avvicinarsi al College Football o quanto meno ad opportunitá di ingaggio internazionale.

Simone Schirmo

Con le parole di Simone Schirmo possiamo probabilmente trarre le fila del discorso:

Da quando ho iniziato a giocare, ho sempre desiderato delle opportunità come quella che ci stanno offrendo quelli di Elite opportunities. É proprio per partecipare ad eventi come questo che ci alleniamo e facciamo molti sacrifici. È per avere la possibilità di eccellere in quello che ci piace fare senza avere rimorsi che ci siamo riuniti per chiedere alla federazione un rinvio della finale. Ci rendiamo conto del peso della richiesta che stiamo avanzando, ma chi di dovere, secondo me, dovrebbe provare a mettersi nei nostri panni e rendersi conto che obbligare un atleta a scegliere fra la chance di andarsi a giocare un eventuale finale U19, raggiunta magari dopo anni e anni di sforzi insieme ai propri compagni di squadra e avere la possibilità di confrontarsi con alcuni fra i migliori giocatori provenienti da tutta Europa in un evento che non solo potrebbe segnare una svolta nella “carriera sportiva”, ma anche nella vita di ognuno, è un peso troppo grande da portare per un atleta che vuole solo poter sfruttare le occasioni che gli sono state date. Non vorremmo dover rinunciare ad una partita che ognuno di noi sogna di poter giocare sin dalla prima volta che ha indossato un casco.

Riflessioni

Arrivati al fondo di tutto questo, appare chiaro che il problema più grande si pone perché chi è dietro ad Elite opportunities non ha potuto o semplicemente non si è preoccupato di curare i rapporti internazionali che, è certo, sarebbero dovuti intercorrere tra loro e le federazioni europee, compresa, ovviamente, la nostra.

Parallelamente, abbiamo percepito dalle parole di questi ragazzi quanto sia difficile trovarsi in una situazione come quella che vi abbiamo raccontato. Per chiunque sia stato un giocatore è molto facile immedesimarsi e provare con estrema lucidità la loro frustrazione sportiva.

Tutto questo, ovviamente, al netto dei molti punti che restano da chiarire e che non si possono non considerare. Ad esempio, per dirne uno: chi si dovrebbe occupare dell’assicurazione di questi ragazzi? Elite opportunities o le federazioni da cui provengono? Ancora non è chiaro e almeno finché non avremo risposta da chi di dovere, sarà complesso capirlo.

La FIDAF, che ancora dobbiamo sentire e sentiremo in prossima battuta, potrebbe addirittura non sapere nulla di tutto questo. Considerando che una Federazione si caratterizza di una ben più complessa gestione della propria realtà e del proprio lavoro, rispetto a quella di un’organizzazione di scouting internazionale che si limita a dover metter in piedi due appuntamenti, è difficile pensare che lo spostamento di una finale sarà acconsentito con facilità. La domanda che faremo a chi di dovere, quindi, sarà se esistono margini affinché il sogno di questi ragazzi si realizzi, oppure no e in ogni caso chiederemo di spiegarci il perché.

Cercheremo di tenervi aggiornati nei più brevi tempi possibili. State con noi.









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