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Division I

Div I – Week 3: Seamen bene, Dolphins male

Credit Claudio Bugatti seamen

Seamen vs Dolphins 55-22
(7-7, 21-0, 17-15, 7-0)

1° quarto: DOL Kasdorf rush +1; SEA Raffaele +1
2° quarto: SEA Bonaparte +1; SEA Morant int return +1; SEA Raffaele +1
3° quarto: SEA Horn pass da Zahradka +1; DOL Soltana pass da Kasdorf +2; SEA Di Tunisi field goal; SEA Di Tunisi pass da Zahradka +1; DOL Clemente pass da Kasdorf +1
4° quarto:

Dopo la pesante sconfitta casalinga subita in casa contro i Rhinos, questa settimana dai Dolphins ci si sarebbe aspettati una reazione decisa. Al contrario, nel match dello scorso sabato i Seamen si sono imposti con facilità sul proprio terreno di casa, inserendosi di prepotenza tra i candidati al titolo di quest’anno.

Ad arrivare in endzone sono stati gli anconetani. Un bel drive, gestito magistralmente da Kasdorf – inizialmente apparso ispirato – che ha avvicinato l’attacco verdearancio all’endzone milanese. È stato proprio Kasdorf, bravo a leggere il defensive end opposto in un gioco di option, a correre personalmente la prima palla vincente.

La reazione dei Seamen non tarda ad arrivare. Zahradka, dalla cabina di regia, si assume dapprima qualche rischio lanciando lungo alla propria destra. Horn, bravo a raccogliere sfruttando la posizione, regala un primo down che avvicina e sistema il successivo TD marinaio. A poche yard dalla endzone avversaria è Raffaele a siglare il primo dei suoi due touchdown di giornata.

Ancona fatica a muoversi in attacco. La D dei Seamen, brava forzare gli avversari alla restituzione del pallone, sistema la propria offense in una buona posizione di campo. Zahradka sembra essere in giornata come anche Lamamra pare essere a suo agio in campo. Diverse le prese con ampio guadagno per questo WR sabato. Di nuovo in red zone, i Seamen vanno da manuale. Il gioco di corsa centrale, portato da Bonaparte, non fatica a trovare la linea di meta e portare avanti di due marcature i padroni di casa.

È stato proprio nel momento in cui i Dolphins avrebbero avuto più bisogno di un drive vincente che Morant si è esibito in un intercetto con ritorno di quelli sanguinosi. La presa difensiva sulle 42 della metà campo anconetana è stata riportata fino in fondo. Questo terzo TD è stato forse il più importante dell’incontro, dal momento che è parso costituire anche il “punto di rottura” dei Dolphins a livello psicologico.

Sul successivo drive offensivo dei Dolphins – siamo ancora nel secondo quarto di gioco – Kasdorf si incarica di chiudere un terzo down che termina corto dalla chiusura ed un nuovo punt restituisce palla a Milano. È sempre grazie all’asse tra Zahradka e Horn che i Seamen avanzano con un big-play fino ad una yard dall’area di meta marchigiana. Come visto in precedenza, è di nuovo Raffaele a raccogliere la gloria con il suo secondo TD di giornata.

Il terzo quarto si apre su un già consolidato 28-7. Rimane tempo per altro bel gioco marinaio. In particolare merita davvero d’essere sottolineata la presa da cui deriva il primo TD del secondo tempo. Si tratta di una splendida catch ad una mano, realizzata da Horn, più che meritevole di un marcatura in una partita vissuta da assoluto protagonista.

È tempo d’orgoglio Dolphins. Kasdorf gioca “di prestigio” sulle game e trascina i suoi con una corsa personale meritevole di lode. Il gran recupero di Morant nega la gioia al QB verdearancio e costringendo gli avversari a ripartire dalla sua redzone. Occhi da un lato, realizzazione rapida dall’altro. La slant da sinistra, corsa e ricevuta da Soltana è vincente e significa secondo TD per i Dolphins, comunque troppo lontani per recuperare. Un errore di snap su calcio piazzato porta alla buona realizzazione di una try da 2: da Kasdorf a   Ma non i TD non finiscono qui. Anzi.

Si susseguono drive da punti. Prima un calcio dei Seamen seguito dalla bella meta dello stesso Di Tunisi, bravo a correre la palla fino in fondo. Segue il TD di Clementi, anche lui capace di ricevere con cura una palla tutt’altro che scontata e correrla per le restanti 20 yard senza farsi raggiungere dai difensori. Nel quarto quarto rimane tempo per un’ultima meta siglata Fiammenghi, sempre su passaggio di Zahradka, in campo fino alla fine del tempo di gioco.

All’alba della partita il divario tra le due squadre sembrava poter essere minimo o addirittura non esserci affatto. Una volta vistele in campo, possiamo dire che non c’è alcun dubbio sul fatto che lo scarto tra le due realtà è, almeno in questo momento, evidente. Certo, una sola prova, per di più figlia di una trasferta complicata come sempre sono quelle di Milano e peggiorata dall’assenza di un giocatore importante come Marchini, può non essere significativa. Tuttavia, alcune delle impressioni negative, notate la scorsa settimana contro i Rhinos, si sono viste riconfermate in questo secondo scontro meneghino. Come detto in apertura, contro una squadra (teoricamente) alla propria portata, dai Dolphins ci si sarebbe aspettati una prova all’insegna della voglia di rivalsa. Quando le cose hanno cominciato a prendere una piega negativa, l’orgoglio, sopraggiunto troppo tardi, ci si sarebbe aspettati di vederlo entrare in scena molto prima. C’è da lavorare su alcuni meccanismi offensivi e soprattutto su un secondario che ha concesso tantissimo ad un attacco che, va comunque ricordato, è oggi guidato da un QB, Zahradka, il quale in qualità di “ex” ben conosceva gli avversari in campo. I Seamen continuano a convincere. La squadra sembra in un ottimo stato di forma e pare essersi ben preparata ad un anno che oltre all’Italia chiamerà in causa l’Europa. Forte di una batteria di WR d’eccezione, l’attacco sembra possedere fluidità e riesce a mantenere alto il ritmo di gioco imponendo il proprio football. La difesa, almeno fin qui, si è fatta trovare preparata. Forse qualche ingenuità di troppo ha portato a veder alzato il numero dei punti subiti. Oggi “ci si è potuti stare”; domani, però, sarà fondamentale non calare mai il ritmo. Il campionato, soprattutto quello delle squadre stanziate al nord Italia, inizia a farsi interessante. Gli errori e le ingenuità, molto presto, si pagheranno.

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Immagine di copertina di Claudio Bugatti 









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