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Interviste

Commozioni cerebrali: intervistiamo il Dr. Giza, ricercatore della UCLA

Commozioni cerebrali: intervistiamo il Dr. Christofer Giza, ricercatore della UCLA

UCLA ha iniziato uno studio sulle commozioni cerebrali nello sport coinvolgendo 22 giocatori di football della squadra dell’università che porteranno caschi speciali forniti di sensori per misurare la velocità, l’intensità e la localizzazione degli urti alla testa in allenamento e durante le partite. Verranno anche seguiti dei giocatori di calcio maschile e femminile in modo da poter raccogliere dati per comprendere il perché le commozioni cerebrali siano più gravi in alcuni atleti e non in altri e perché alcuni si riprendono prima dai traumi alla testa. Abbiamo intervistato il Dottor Christopher Giza, direttore del UCLA Steve Tisch Brain SPORT Program e professore di neurochirurgia e pediatria alla UCLA’s David Geffen School of Medicine e al Mattel Children’s Hospital, per saperne di più.

NOTA: intervista originale in inglese e traduzione in italiano di Livia Galletti


Dr. Giza, grazie per avere accettato questa intervista per IFL Magazine

– Doctor Giza, thanks for accepting this interview for IFL magazine.


1) UCLA ha lanciato un nuovo studio sulla biologia delle commozioni cerebrali, che fa parte della Concussion Assessment Research and Education Grand Alliance, può spiegare ai nostri lettori qualcosa del progetto di UCLA ?

Il CARE Grand Alliance è il più grande studio sulle commozioni cerebrali nello sport di tutti i tempi ha l’obiettivo di meglio comprendere il rischio, il recupero da e la neurobiologia delle commozioni cerebrali. E’ sponsorizzato dalla NCCA e dal Dipartimento della Difesa.
Ci sono due parti nello studio – la prima si basa su esami medici e neurologici degli atleti all’inizio della stagione e dopo una commozione cerebrale. Questa parte dello studio include 20 università oltre alla nostra. La seconda parte dello studio, l’Andvanced Research Code (ARC), prevede sensori nei caschi, biomarcatori del sangue e scansioni MRI avanzate per delineare i processi biologici che avvengono dopo una commozione cerebrale, e coinvolgerà solo altre tre università oltre la nostra.

– UCLA has launched a new study on the biology of concussions that is part of the Concussion Assessment Research and Education Grand Alliance, could you please explain our readers something about the UCLA project?

The CARE Grand Alliance is a the largest study of sports concussions ever, with the goal of better understanding concussion risk, recovery and neurobiology. It is funded by both the NCAA and Dept of Defense.  There are 2 parts to the study – the first is based on medical and neurological examinations of the athletes at the beginning of the season and after a concussion.  This part of the study includes 20 other universities.  The second part of the study, the Advanced Research Core (ARC), involves helmet sensors, blood biomarkers and advanced MRI scans to delineate the biological processes that occur following concussion, and involves only 3 other schools.


2) Le commozioni cerebrali sono un importante aspetto della salute degli sportivi, quanti giocatori ed ex giocatori si stima ne soffrano negli USA oggi? Ci sono dati ufficiali o un registro pubblico dove queste informazioni sono registrate?

Il Center of Disease Control e il Center of Injury Prevention stimano che negi USA ogni anno avvengano dai 1,6 ai 3,8 milioni di traumi cranici correlati alla pratica sportiva. L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che i traumi cranici (TBI) di ogni grado saranno uno dei primi tre problemi di salute pubblica nel mondo entro il 2020. Le commozioni cerebrali sono il tipo più comune di trauma cranico.

– Concussions are an important health issue for contact sports players, how many ex and practicing American Football players are estimated to suffer from concussions in the US today? Are there any official data or a public register to record this information?

The U.S. Centers for Disease Control and Injury Prevention estimates between 1.6-3.8 million sports related traumatic brain injuries annually in the U.S. The World Health Organization predicts that traumatic brain injury (TBI) of all severities will be one of the top 3 public health problems in the world by 2020. Concussion is the most common type of TBI.


3) Pensa che i paesi europei possano contribuire a meglio affrontare il problema delle commozioni cerebrali partecipando in qualche tipo di raccolta dati?

Sono in corso dei progetti in collaborazione tra USA ed Europa per studiare i traumi cranici (TBI). Il progetto CENTER-TBI (https://www.center-tbi.eu/project/overview) collabora con altri studi sui traumi cranici (come il TRACK-TBI negli USA http://www.brainandspinalinjury.org/research.php?id=189) per la condivisione di dati in relazione ai traumi cranici di ogni grado. Il The NCAA-DOD Grand Alliance CARE Consortium http://careconsortium.net/ sta raccogliendo dati in un modo che consentirà di condividerli con questi altri progetti. Non sono a conoscenza dell’esistenza di uno studio multi-centrico sui traumi cranici specifico per lo sport in atto in Europa.

– Do you think EU Countries could contribute to better address the issue of concussions participating in some data collection?

There are ongoing collaborative efforts between the US and EU to study traumatic brain injury (TBI). The CENTER-TBI project (https://www.center-tbi.eu/project/overview) collaborates with other TBI studies (such as TRACK-TBI in the US http://www.brainandspinalinjury.org/research.php?id=189) to share data related to TBI of all severities. The NCAA-DOD Grand Alliance CARE Consortium http://careconsortium.net/ is collecting data in a manner that will allow it to be shared with these other projects. I am not aware of an existing multi-center TBI study specifically for sports that is ongoing in Europe.


4) Quando saranno resi pubblici di dati dello studio?

Diversi quesiti scientifici troveranno risposta dalla raccolta e analisi dei dati. Il primo anno di raccolta dei dati non si è ancora concluso, ma si stanno già iniziando alcune analisi descrittive. Sono stati testati più di 4000 atleti all’inizio dello studio e sono state registrate (ndr: durante questi primi mesi dello studio) più di 200 commozioni cerebrali. Si spera che lo studio possa continuare oltre i tre anni previsti all’inizio e, se questo accadrà, saremo in grado di rispondere a domande importanti in merito alle conseguenze a lungo termine di commozioni cerebrali ripetute.

– When the results of the study are planned to be released?

Different scientific questions will be answered as the data are collected and analyzed. The first year of data collection is not quite finished yet, but descriptive analyses are already beginning. Over 4000 athletes have been baseline tested and over 200 concussions recorded. The study is hoped to continue beyond the original 3 years, and, if it does, we will eventually be able to answer some of the important questions about long-term consequences of repeated concussions.


5) I dati raccolti ed elaborati avranno un’utilità pratica per giocatori/allenatori/medici di Football americano? E in che modo? I risultati potranno essere utili anche fuori dagli USA?

Questi risultati saranno utili per determinare quali siano i fattori di rischio modificabili per le commozioni cerebrali, possibili miglioramenti all’attrezzatura protettiva, sviluppare i migliori strumenti per valutare una commozione cerebrale e determinare il tempo ottimale per gli atleti interessati per poter tornare a svolgere attività fisica e tornare a praticare uno sport di contatto. Se lo studio verrà esteso per un tempo maggiore del pianificato, fornirà, inoltre, informazioni importanti sui rischi a lungo termine degli sport di contatto.

– Will they be useful in a practical way for American Football players/coaches/physicians? And in which way? Could the results be useful outside the US too?

These results will be helpful to determine modifiable risk factors for concussion, possible improvements in protective equipment, developing the best tools to assess concussions and determining the optimal time for injured athletes to return to physical activity and to contact play. If the study is extended to a longer time window, it will also provide valuable information about long-term risks of contact sports.


6) Lei è un pediatra e un esperto di traumi cranici, quale ritiene sia l’età minima raccomandabile per iniziare a giocare a football americano da un punto di vista della sicurezza del cranio?

Non esiste oggi un’età minima che sia definitivamente supportata da dati oggettivi per determinare se uno sport specifico sia “sicuro” o no. Per l’hockey su ghiaccio e’ stato dimostrato che ritardare i body-checking (ndr un tipo di movimento in cui un giocatore muove la spalla, l’avambraccio, il fianco e il gomito contro l’avversario per separarlo dal disco, usando il corpo per spingerlo contro i bordi del campo o sul ghiaccio) fin dopo gli 11-12 anni (consentirlo dai 13-14 anni in poi) riduce il rischio di commozioni cerebrali, altri traumi e commozioni cerebrali serie. Nel football americano, nel calcio per quanto possa interessare, non esiste un’età limite definitiva – tuttavia, ha senso essere molto cauti con gli atleti più giovani con cervelli meno maturi, fino a che non saremo in possesso di dati migliori per conoscere oggettivamente il rischio.

– You are a pediatrician and a head trauma expert, what age do you think is the minimum recommendable to start to practice American Football from a head safety point of view?

Currently there is no definitive age that is supported by objective data to determine when a particular sport is ‘safe’ or not. In Ice Hockey, it has been shown that delaying body-checking at ages 11-12y (until they are older at age 13-14y) would reduce the risk for concussions, other injuries and severe concussions. In football, and soccer for that matter, there is not a definitive cutoff – however, it does make sense to be cautious with younger athletes with less mature brains until we have better data to know the risks objectively.


7) Se volessi vedere questo argomento dal punto di vista di un’altra fascia di età: lei pensa che le commozioni cerebrali (numero, intensità, …) possano essere un marcatore utilizzabile per decidere un limite di età massimo per giocare a football americano?

Forse. Un’area dove questo argomento a volte emerge è quella degli sport da combattimento (boxe, arti marziali). La maggioranza di questi sport richiedono un esame fisico per poter avere il nulla osta a combattere, e ci sono dei rischi potenziali a praticare questi sport con un alto rischio intrinseco di commozioni cerebrali/traumi cranici. Lo studio Professional Fighters Brain Health Study sta cercando dei marcatori – test cognitivi o scansioni del cervello – che possano aiutare a decidere quando smettere di praticare gli sport da combattimento. Non esiste uno studio del genere per il football americano o per il calcio.

– In case I’ like to see the topic from another age point of view: do you think concussions (number, intensity, …) could be a marker to be used when deciding an upper age limit to play American Football?

Maybe. One area where this sometimes comes up is in combat sports (boxing, martial arts). Most sports require a physical examination to be licensed to fight, and there is some potential risk to participate in these sports with a very high risk of concussion/head injury. The Professional Fighters Brain Health Study is looking for markers – cognitive tests or brain scans – that might help decide when to stop combat sports participation. No such study is being done for professional football or soccer.


La ringrazio personalmente e a nome dei lettori di IFL magazine per la sua disponibilità.

Grazie!

– I’d really like to thank you personally and on behalf of IFL magazine readers for your availability to accept this interview.

Thanks!

 

Foto: UCLA









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