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Bologna del Football, se ci sei batti un colpo

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Il campionato 2017 è sempre più vicino. Nel percorso di accompagnamento che vede in campo tutte le squadre giovanili, non si può fare a meno di notare quella che sarà la grande assente del prossimo anno. Dopo tanto tempo, zero vittorie ma tante emozioni, nessuna squadra di Bologna prenderà parte alla Prima Divisione del football italiano. Per capire quanto questo fatto sia rilevante per il nostro sport, si deve necessariamente dare uno sguardo al passato.

LA SFIDA INFINITA TRA WARRIORS E DOVES

Il capoluogo emiliano, conosciuto negli anni ’90 come Basket City per l’eterna sfida tra Virtus e Fortitudo per le parti alte del campionato e l’Europa che conta, è succeduta a ciò che di fatto la rendeva Football City. Nella memoria di molti abitanti, molti dei quali ora lontani dal nostro sport, il derby tra Warriors e Doves era un must irrinunciabile dell’intera provincia bolognese. Metteva di fronte non solo due squadre dai colori opposti, ma anche una diversa concezione della vita, mentalità e tattica di gioco che era solo il preambolo di svariati match dall’alto contenuto emozionale. Leggermente a margine, sopratutto per numero di vittorie, i Towers Bologna.

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Warriors e Doves, in uno dei tanti storici derby

I primi a portare il tricolore in Emilia sono stati i Doves, nel 1985, battendo gli Angels Pesaro. L’anno successivo, sono i Warriors a vincere il campionato in una indimenticabile finale contro gli stessi pesaresi, disputata allo Stadio Dall’Ara. Ma proprio quando le due squadre avevano preso possesso del campionato, dal punto di vista emozionale e atletico, si cominciarono a verificare i primi problemi che hanno accompagnato tutti i team bolognesi dalla fine dei “Fantastici anni’80” in poi. Stiassi, storico sponsor dei Doves fin dai primi tempi, così come Effer per i Warriors si allontanarono dai team per vari motivi, creando grandi e irrisolvibili problemi economici.

LA BREVE VITA DEI BOLOGNA AMERICAN FOOTBALL E I PHOENIX SAN LAZZARO

L’unica alternativa possibile, almeno per le dirigenze dell’epoca, era l’unione delle forze. Malgrado la buona volontà che sicuramente muoveva le intenzioni, le differenze erano troppe e non risolvibili. Dopo un anno i BAF, Bologna American Football, chiusero i battenti lasciando campo libero ad una squadra un po’ ai margini negli anni ’80, che aspettava il momento per risplendere. E non se lo fecero certo dire due volte i Phoenix San Lazzaro, nati dalle ceneri di tutte le squadre bolognesi e in grado di valorizzare alcuni giovani di estremo talento che non erano riusciti ad emergere fino a quel momento (su tutti, Mario Panzani al top in Italia fino al 2013). I risultati non tardarono ad arrivare, con un culmine nel biennio 96-97 conclusosi con la vittoria in Italia e l’Eurobowl perso contro gli Hamburg Blue Devils. Anche loro, però, affrontarono un periodo di grande crisi, che ne causò la prematura scomparsa.

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Phoenix (in bianco) contro i Gladiatori Roma

ANNI 2000: IL RITORNO DI WARRIORS E DOVES

Dopo i Phoenix, il football “made in Bo” ha risieduto per qualche anno nella casa madre della polisportiva Virtus, con cui hanno disputato un paio di campionati di A2, ai tempi nominato SilverBowl. Nel 2003, per volontà del presidente Maurizio Benassi, ritornò in auge il nome e il simbolo Warriors. Anche in questo caso la crescita fu rapida, ma non portò a vittorie; almeno nella senior. Dopo il Superbowl perso nel 2005 contro gli imbattibili Lions Bergamo, le prime gioie arrivarono nel 2006 e nel 2008 con i trionfi nei campionati under 21, anche se il secondo fu disputato nella federazione FIF che non comprendeva tutte le squadre d’Italia. Nel 2007 intanto, i Doves Bologna ricostruivano il team, con grandi promozioni e camp con più di 100 atleti, con il quale parteciparono alla giovanile prima e al campionato FIDAF di Serie A poi. L’anno successivo, finalmente, le due squadre si ritrovarono nel massimo campionato e, sebbene il derby servì solo a definire la penultima ed ultima classificata, fu tra i match più interessanti dell’anno. Le colombe trionfarono davanti ad uno stadio stracolmo di tifosi. L’anno successivo molti giocatori biancorossi si accasarono ai Warriors in cerca di fortune. Il momento giusto per i guerrieri sembrò essere il 2011.

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La rinascita dei Doves Bologna

DAL 2011 AD OGGI, DALL’ASCESA AL PRECIPIZIO

Perfect Season e Superbowl. Questo ciò che i Warriors riuscirono a portare a casa nella stagione 2011. Ma non solo: il team B militante nella CIF9 riuscì ad arrivare in semifinale. Insomma, tutto ciò che serve per vincere. Tranne la vittoria. Dopo un percorso trionfale che li vide dominare in lungo e in largo, i Warriors persero contro i nettamente meno quotati Panthers Parma in un match dal risultato più simile ad una partita di pallacanestro.

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Marty e Monardi, QB protagonisti del Super Bowl 2011

Sebbene nei due anni successivi vennero raggiunte altrettante semifinali, la disparità con i top team andò sempre più allargandosi, fino alla decisione che cambiò le sorti della squadra. A partire dal 2014 venne disposto l’abbandono degli atleti import per condurre i campionati esclusivamente in All Blue. Sempre più giocatori di spessore scelsero altre strade alla ricerca della vittoria finale, mentre anche grazie alla divisione in gironi nel 2015 i Warriors riuscirono ad acciuffare un posto ai playoff. L’anno successivo, dopo altre defezioni, fu lo 0-10 e la seguente sconfitta ai playout contro i Lions Bergamo a sancire la retrocessione in seconda divisione. Allo stesso tempo, nuove realtà hanno provato ad affacciarsi nel territorio bolognese. I Doves Bologna, unendosi ai Neptunes Bologna hanno deciso di fondere le proprie forze nel progetto Seahawks fallito nel 2016, mentre in Terza Divisione Knights Persiceto (poi Sant’Agata) e Ravens Imola sono sempre stati vicini alla vittoria, senza però riuscire a centrare l’obiettivo.

E ORA?

Quando mancano poco meno di cinque mesi all’inizio delle “ostilità”, le certezze sono nettamente inferiori ai dubbi. Mentre i Ravens Imola giocheranno sicuramente in terza divisione, proseguendo con il loro percorso di crescita principalmente fondato sul reclutamento, il destino delle altre squadre è piuttosto nebuloso. I Warriors Bologna non sembrano intenzionati a richiedere di prendere parte alla prima divisione, nonostante gli UTA vincitori a Cesena nel 2016 non abbiano ancora sciolto le riserve sulle loro prossime mosse. Sempre parlando di Warriors, durante questi ultimi mesi, si sono rincorse voci di vari arrivi (uno su tutti il QB ex-Aquile Nicolò Scaglia) che dovrebbero consentire ai guerrieri di giocarsi le proprie carte per tornare in massima serie. Nello stesso campionato, quello di Div II, dovrebbero trovare anche i Braves Bologna, nati dalle ceneri dei Neptunes e subito partiti molto forte dal punto di vista promozionale. Chi invece vorrebbe crescere di categoria sono i Knights Sant’Agata che hanno ingaggiato il QB Simone Slusarz dai Warriors, ma che attendono di verificare la disponibilità della FIDAF ad accettare la loro candidatura alla Seconda Divisione. Nessuna notizia, invece, dal fronte Doves. Le colombe hanno scelto di unire la propria squadra giovanile a quella delle Aquile Ferrara, ma ancora non hanno confermato nessuna partecipazione ai campionati senior.

Tante squadre e molte storie, che spesso hanno coinciso con i punti più alti mai toccati dal nostro sport. Ora però la situazione è molto diversa, sembra mancare una vera strategia per tornare a quel top dove almeno una squadra di uno dei capoluoghi del football, anche dal punto di vista del pubblico appassionato, deve necessariamente stare. D’altra parte, però, può essere un’ottima occasione per una definitiva ricostruzione, senza più l’ansia di una retrocessione in caso di parziale fallimento.

Per ora, quindi, guardiamo un po’ malinconici a ciò che c’era e ora non c’è più, in attesa di potervi raccontare il futuro.

Immagine di copertina di Paolo Re









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