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Blue Team Flag, l’Italia a caccia del Mondiale

Blue Team Flag

Il prossimo Mondiale di Flag Football sta per iniziare. E quando diciamo che sta per iniziare, intendiamo dire che la nostra Nazionale italiana giocherà il suo primo snap davvero tra pochissimo. Alle 15:30 ora italiana, in quel di Miami (doveva essere alle Bahamas, poi è stata cambiata la location) i nostri cercheranno di uscire vincitori da una fase a gironi che si ricorda come la più dura di sempre.

A contendersi il passaggio alla fase ad eliminazione diretta saranno molte e forti squadre. Ci riferiamo sicuramente al Canada, da sempre grande pretendente al titolo grazie alla grande attenzione nazionale alla disciplina e al grande numero di atleti d’esperienza di cui dispone, al Messico, vice-campione del Mondo e da sempre noto per fare un gioco travolgente e di difficile interpretazione, per finire con l’attuale campione d’Europa, la Danimarca, che con i suoi altissimi giocatori di altrettanto alto livello, si candida da subito come una pretendente al podio.

A quel punto in lista ci saremmo noi, noi che dall’ultimo Europeo in Spagna siamo usciti un po’ acciaccati per colpa di un’Israele che ha meritato di vincere una partita al cardio palma che ancora ci fa storcere la bocca. Ma oggi è un’altra storia. L’Italia può e deve far bene. E se da sempre “chi gioca a flag, gioca anche a tackle football”, mai come quest’anno ci sono tanti giocatori che del flag sono “novizi”, mentre di football tackle ne masticano parecchio.

Dalla Nazionale Senior che ha appena vinto a Lignano Sabbiadoro il girone di qualificazione dell’Europeo di Fascia B, si sono aggiunti alla squadra diversi giocatori di livello. Arturo Morara, defensive back come il compagno di reparto Giuseppe della Vecchia, ma anche Luke Zahradka, QB oriundo che si è fatto carico dell’impresa Europea appena conclusa e che guiderà i nostri azzurri anche in quel di Miami. Riconfermati anche Stefano Di Tunisi e Paolo Biancalana. Entrambi i wide-receiver del Blue Team hanno esperienza di gioco in Flag e sapranno dare un contributo importante alla causa azzurra.

La prima partita dei nostri ragazzi sarà contro la temibile Danimarca. Una vera corazzata, di quelle che affrontare all’inizio non è facile, soprattutto per un gruppo che si compone di tanti nuovi elementi e che dovrà rodarsi almeno un pochino. Senza escludere a priori che potremmo – a sorpresa – vedere in campo un grande affiatamento di squadra, per l’Italia l’obiettivo dovrà essere trovare il prima possibile il proprio equilibrio. Di tale equilibrio il flag football si nutre in ogni singola azione e se questa manca, la disciplina stessa finisce per divorare le squadre digerendole in risultati dolorosi. Si, perché nel flag perdere una partita è questione di attimi; e perdere una partita nelle competizioni internazionali di flag può fare male, ma perderne due, per capirci, potrebbe tagliarti fuori dai giochi.

Sogniamo una medaglia ancora. Coronerebbe gli ultimi splendidi mesi di un football italiano che sembra avere sempre più da dire fuori dai propri confini. Noi, che per la prima volta dopo moltissimi anni non siamo riusciti a seguire personalmente la squadra, cercheremo di raccontarvela da qui grazi all’aiuto più grande che avremmo potuto ricevere. Siamo in contatto con i nostri ragazzi e ovviamente rimaniamo in attesa che ci aggiornino con i loro racconti così da potervi narrare la loro avventura. Ci sia quindi permesso di ringraziare Daniele Francioni, amico di IFL Magazine dai suoi primissimi giorni di vita, che da giocatore si è offerto di fare anche da “inviato” per noi. Molto di ciò che vi diremo, passerà da lui.

In bocca al lupo a tutti e come sempre, #GOBLUE!

 









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