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Banana Republik

Banana Republik e il preview della Prima Divisione

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Ultimo week end libero.

Settimana scorsa ha rotto il ghiaccio la Terza divisione, questo week end sarà la volta della Seconda poi, almeno per me, saranno tanti km, molto lavoro e l’enorme soddisfazione nell’avere l’opportunità di raccontarvi, per il secondo anno consecutivo, il campionato di Prima Divisione.

Il progetto FIDAF TV, ben descritto da Andrea Mirenda nel pezzo uscito sul Mag, è sicuramente un passo in avanti “culturale” da parte della nostra Federazione che ha capito come alcune risposte potessero venire dall’interno e su questo ha deciso di investire.

Finita la sviolinata e assolti i miei doveri contrattuali con FIDAF vorrei anche parlare di football giocato. Sono curioso di vedere l’effetto che avrà, se lo avrà,  il girone unico sugli equilibri delle partite e del campionato. L’ultima volta che si è scesi in campo con questa formula i Lions Bergamo sono arrivati in semifinale senza americani, i Panthers hanno fatto la (im)perfect season e i Seamen hanno vinto l’ultima delle finali Super, sorprendendo Parma con una formazione con 3 RB sostanzialmente mai vista fino ad allora (da parte di Milano) e diventata poi il marchio di fabbrica dei recenti successi blue navy.

Non fu un bel campionato, livello mediamente basso, molti blow-out, poche emozioni ed una sola vera sorpresa, seppur nella finale del campionato.

Oggi il livello complessivo è sicuramente cresciuto, grazie a team come Guelfi, Uta o gli stessi Grizzlies che hanno preso il posto delle ultime versioni sbiadite dei Warriors, saggi nello scegliere di “ripartire” dalla Seconda Divisione e nelle mani di uno dei migliori Coach “under”, piuttosto che degli inguardabili Briganti o delle Aquile, che giocheranno, a breve, un derby contro sé stessi nel campionato di terza divisione. Lo score di zero vittorie a fronte di otto sconfitte nelle sfide incrociate nord-sud di playoff delle ultime due stagioni, con una sola partita con uno scarto inferiore ai 7 punti non ha certo aiutato le tesi dei territorialisti tanto che il ritiro di Ferrara è diventata l’occasione che in molti aspettavano\invocavano per un ritorno al passato.

Personalmente mi piaceva l’idea dei gironi e avrei preferito vedere completato il triennio di sperimentazione ma non posso nascondere che il girone unico, visto la totale disparità di valori espressa, non sia forse la soluzione migliore ma sicuramente la più “giusta”, almeno dal punto di vista etico/sportivo, anche se poi, il rischio, è di vedere un non campionato.

Per dare dei riferimenti: l’ultima vittoria di un team del sud contro un team del nord è targata 26 Aprile 2014, con Ancona corsara al Vigorelli contro una versione dei Rhinos distante anni luce da quella attuale.

Con tutta probabilità, proprio come in quel 2014, le speranze “sudiste” saranno riposte nei Dolphins che nelle scorse settimane hanno messo a segno un gran colpo firmando Vince Romano, già visto a Bergamo nel 2016 ed uno dei protagonisti del torneo di qualificazione a Lignano, ma che non sembrano comunque equipaggiati per poter competere con le due corazzate milanesi, favorite d’obbligo del torneo e sicure protagoniste anche in Europa, vista la qualità dei due roster.

Parma è un punto di domanda: l’esodo invernale e le promesse mai mantenute di un minor impegno da parte del presidente Tira che, tra un post su fb e qualche uscita discutibile, ha firmato l’ennesimo WR con trascorsi NFL che terrorizzerà le secondarie di tutta la repubblica, non dovrebbe impedire ai Ducali di arrivare all’appuntamento con la post season ma almeno inizialmente sembrano essere un gradino sotto.

Dietro Giants, con gli scontenti bergamaschi a guidare la rivolta, Dolphins e un gruppo di tre team, Marines, Giaguari e Guelfi che si contenderanno l’ultimo posto disponibile per i play off. I Lions, con un roster profondamente rinnovato, sono tutti da scoprire mentre per Uta e Grizzlies il cambio di formula complicherà ulteriormente un percorso già difficile.

A prescindere dalle preferenze riguardo ad una modalità o alle ragioni per cui sarebbe stato opportuno mantenere la divisione in due gironi, piuttosto che le statistiche passate, che indicano una qualità media dei team nord nettamente superiore a quella dei team del sud, i presupposti per vedere un campionato divertente, con match tirati anche durante la RS, peculiarità del sistema imperfetto dei gironi, ci sono.

Come detto in apertura, rispetto al 2014, molte cose sono cambiate e i team meno competitivi sono ormai stati sostituiti da squadre più solide e con aspirazioni differenti dal solo partecipare e fare una buona figura. Un ultimo anno con i gironi territoriali avrebbe forse concesso ai sudisti una stagione ulteriore di consolidamento  e probabilmente  ci avrebbe garantito un torneo più avvincente nella sua interezza ma la verità è che non può essere la formula a decidere e caratterizzare un campionato e questo, nonostante tutti i vantaggi dei gironi territoriali, era quello che stava accadendo. Giusto quindi cogliere l’assist ferrarese ma tenendo sempre in mente che l’obbiettivo deve rimanere quello della crescita del livello e dello spettacolo generale e non battagliare peri formule e formulette che possono servire in alcuni casi  per sentirsi un po’ meno scarsi (o più forti) ma non aiutano il nostro movimento a crescere.

Buon campionato a tutti.









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