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Banana Republik

Banana Republik e la gestione delle situazioni critiche

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Negli ultimi giorni, come tutti sapete, è esploso il caso Beverly, spiegato in molte delle sue sfaccettature dai numerosi pezzi apparsi sul Mag, che hanno fornito ai lettori un quadro esaustivo dell’accaduto.

Nonostante abbia seguito la vicenda non mi sono fatto una opinione a riguardo, non credo ci sia nulla di scandaloso* in quello che è successo, potremmo contestare le modalità, anche se da quanto ho inteso non c’era nessun contratto che legasse il neo DC dei Seamen alla franchigia campione d’Italia, ma la verità è che non sapremo mai cosa si sono detti veramente Beverly ed i Rhinos. Esistono più versioni, ognuno è grande a sufficienza per decidere a cosa credere o meno.

Mi ha colpito invece il modo diametralmente opposto con cui i due team hanno gestito questa situazione.

Non ho necessariamente un rapporto idilliaco con Marco Mutti. La scorsa stagione, dopo una chiacchierata informale, riportai in un pezzo alcune delle informazioni che mi aveva confidato, facendolo andare su tutte le furie, e ricordo che pensai non sarebbe stato inverosimile ritrovarmelo fuori dall’azienda, pronto a chiarire la faccenda “da uomini”.

Quello che però ho sempre riconosciuto al presidente dei Marinai, e che mi ha permesso di andare oltre una certa arroganza che traspare nel suo modo di fare, è la capacità, da molti sottovalutata, di saper gestire situazioni delicate, di seguire una logica e una coerenza comunicativa di cui si possono non condividere i contenuti ma che ha un obbiettivo preciso, quello di difendere la propria squadra. Il caso Beverly non ha fatto differenza.

I Rhinos, invece, dopo un primo comunicato evidentemente ironico nei confronti dell’ormai ex coach, hanno deciso di proseguire la battaglia a colpi di commenti su Facebook che, mi dovrò rassegnare, sembra essere diventato il luogo in cui gli uffici stampa dei team, o semplicemente chi ne cura la comunicazione, ci mettono a conoscenza delle proprie opinioni.

Non sto dicendo che i Seamen abbiano ragione: semplicemente se dall’headquarter dei marinai son state fatte tutte le mosse corrette dopo l’uscita della notizia, con dichiarazioni ufficiali e intervista per dare la propria versione dei fatti l’approccio del team Campione d’Italia è stato più irrazionale e lasciato nelle mani di chi, già in passato, ha mostrato parecchie lacune sotto l’aspetto comunicativo.

Parlavo giusto settimana scorsa della necessità di iniziare ad interessarsi dell’immagine che diamo o, almeno, delle modalità in cui lo facciamo. Nessun potrà mai vietare ad un qualsiasi soggetto di commentare, a titolo personale, un fatto. E’ pratica quotidiana comune, spesso senza neppure sapere esattamente di cosa si stia parlando.

Resta il dispiacere nel constatare che almeno chi potrebbe e dovrebbe gestire questi aspetti all’interno dei team non sia capace di farlo e non capisca l’importanza, o la differenza, di farlo nel modo giusto.

Nessun processo alle idee ne tantomeno alle opinioni, solo l’ennesima presa di coscienza che siamo più lontani di dove dovremmo essere.

Buon football

*quando succedono cose di questo tipo amo sempre ricordare il grande Luis Figo che firmò con Juve e Parma e andò a giocare al Barcellona! #mattanza









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