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Interviste

Alice Menaballi: una Coach donna nel football tackle maschile

Foto: Mario Cremascoli

I Pirates Savona, seguono la strada aperta dagli Arizona Cardinals in NFL.

Parliamo della storica franchigia Ligure nata nel 1983 che ha militato anche in serie A2 ed oggi partecipa al campionato italiano di III divisione (dove nella stagione 2015 ha conseguito un record di 4-2 in regular season per poi essere eliminata al turno di wild card dai Knights Persiceto).

Se a Phoenix la franchigia pro ha aperto la strada affidando i propri inside LB alla sig.ra Jen Welter, qui in Italia i primi ad affidare la responsabilita di un reparto senior ad un coach donna sono proprio i Liguri, che hanno scelto come Offensive Coordinator per la loro stagione senior 2016 la Coach Alice Menaballi, fresca di “secondo livello” conseguito al recente clinic di Tirrenia.

Noi di IFL Mag siamo andati a incontrarla per voi:


Ciao Alice, per prima cosa ti chiedo di presentarti ai nostri lettori. Cosa fai fuori dal campo e come sei arrivata al football?

Sono Alice Menaballi, una malata cronica dello sport che ci fa battere il cuore: il football americano, lo pratico e cerco di trasmetterne i principi. Premettendo che mi dedico al football quattro volte la settimana, esclusi eventuali weekend, fuori dal campo la mia vita rimane comunque eterogenea e spazia in più settori, dalle ripetizioni al lavoro serale in un bar di Alessandria (la città in cui sono cresciuta) fino al recentissimo contratto con una ditta di Savona che vanta un portfolio di clienti nazionali e internazionali. Al football sono stata iniziata cinque anni e mezzo fa dai Centurions Alessandria ed è stato subito amore, una passione prorompente che mi ha spinto a dare il massimo e a cercare di migliorarmi ogni giorno, poiché credo fermamente che in questo sport, come nella vita, non ci si debba mai sentire arrivati.

Il tuo curriculum “in campo”?

Non vanto un curriculum decennale di esperienza come altri miei colleghi maschi e questa consapevolezza mi spinge ad aggiornarmi continuamente; lo stesso fatto di iniziare in una squadra maschile, dove in genere prevalgono forza fisica e potenza, mi ha sempre spronata a “bruciare le tappe”, dovevo in breve tempo assimilare e mettere in pratica ogni insegnamento che poteva essermi utile a colmare la discrepanza fisica con la tecnica. Ma sintetizzando un curriculum:

Stagione 2010/2011

Presso: Centurions Alessandria
Ruolo: Da WR a RB e poi dovunque servisse un cambio o se vuoi tappabuchi, ma questo mi ha permesso di acquisire una conoscenza globale dei vari ruoli.
Competizioni: Tornei Flag senior

Stagione 2011/2012

Presso: Centurions Alessandria e Furie Cernusco
Ruolo: FB e RB
Competizioni: Tornei Flag senior
Note: Nel Febbraio 2012 il mio coach Ciro Franzoso mi fornisce il contatto di Valeria Vismara e da lì non ho potuto fare altro che partecipare agli allenamenti sia ad Alessandria che a Cernusco.

Stagione 2012/2013

Presso: Furie Cernusco
Ruolo: FB
Competizioni: I Rosebowl Primo campionato femminile italiano
Note: Finalmente arriva la prima partita tanto agognata e riesco da Full back a segnare il primo TD della storia del football femminile italiano, nonostante sul momento non mi fossi accorta di aver varcato la goal line, le Furie arrivano in finale, purtroppo persa per un punto.

Stagione 2013/2014

Presso: Pirates Savona e Fenici Ferrara
Ruolo: FB e slot
Competizioni: II Rosebowl
Note: Un anno di cambiamenti: i Centurions chiudono la società, io e altri alessandrini approdiamo a Savona dai Pirates, conseguo i primo livello da coach in Novembre. Intanto le Furie “divorziano” dai Daemons Martresana stabilendo in estremis un unione con le Fenici Ferrara. La combinazione perfetta dell’organico di queste due femminili ci regala il titolo di campionesse d’Italia 2014.

Stagione 2014/2015

Presso: Pirates Savona e Fenici Ferrara
Ruolo: FB, WR e LB, OC
Competizioni: III Rosebowl
Note: La squadra deve far fronte a molte defezioni e infortuni, tra cui il mio, durante la prima partita, ma nonostante ciò riusciamo a guadagnarci la semifinale.

 

Il tuo percorso in side line, come si è passati dall’idea alla responsabilità di un attacco in una senior?

La decisione di intraprendere il percorso formativo da allenatore è partita proprio dalla mia voglia di perfezionamento. Volevo essere una giocatrice migliore e tentare di affinare una tecnica prima a livello teorico così da metterla in pratica in campo. I primi a darmi il via sono stati Coach Franzoso e Coach Smaniotto ma anche Coach Marotta; ho frequentato dei clinic e poi ho conseguito il primo livello sostenendo l’esame a Novembre del 2013. Ho cercato di dare una mano alla compagine dei Bears per riportare il football americano in Alessandria, poi Coach Borra delle Fenici, dopo il mio infortunio, ha deciso di darmi fiducia come offensive coordinator. I Pirates, intanto, mi avevano affidato la gestione completa della nuova Under19, poi grazie a IFL Mag ho avuto la possibilità di commentare in diretta la finale del III Rosebowl e da lì ho ricevuto le prime offerte come coach in squadre maschili. Mai mi sarei aspettata di essere già chiamata come OC di una senior maschile, ma l’incredulità ha lasciato subito spazio ad un forte entusiasmo.

 

Giusto quest’anno abbiamo avuto la prima coach donna in NFL, in Italia sei la prima ad allenare una senior maschile, senti di avere una responsabilità particolare oltre a quella di provare a vincere le partite?

Sicuramente il football in Italia, ma anche oltreoceano, è per tradizione in mano ai nostri colleghi uomini. Cinque anni fa era strano vedere una ragazza avvicinarsi a questo sport e spesso veniva inquadrata con sospetto o con dubbiosità. Oggi la mentalità sta tentando di cambiare. Jen Welter ha aperto la strada, ma tutte nel nostro piccolo, siamo di fatto delle pioniere e visto che cit. “in entrambi questi giochi: la vita e il football, il margine d’errore è ridottissimo” per noi lo è ancora di più, poiché siamo le “osservate speciali”. Posso solo assicurare che in me e nelle mie colleghe la motivazione è forte e la preparazione in continua crescita. L’intento è come sempre di dare il massimo e ripagare chi crede in noi.

 

Pensi che avrai qualche difficoltà a rapportarti coi giocatori maschi? Come pensi ti accoglieranno al primo allenammento? 

Credo da questo punto di vista di essere un po’ avvantaggiata poiché molti dei giocatori che andrò ad allenare mi hanno conosciuta personalmente, si sono allenati con me e abbiamo giocato insieme fianco a fianco o contro, senza distinzione di sesso. Mi hanno vista presente per la squadra, rispettosa del lavoro e della fatica che c’è dietro senza mollare davanti ai colpi più duri o alle intemperie. Credo di avere il rispetto e la fiducia di alcuni che mi hanno proposto in prima persona alla società, ma questo non mi fa dormire sugli allori, la fiducia e il rispetto vanno guadagnati. Per me non vale se mi considerano il loro coach perché qualcuno mi ha investito di questo ruolo. Mi sto impegnando molto per affrontare con loro un campionato, durante l’estate ho partecipato a diversi camp, mi sono documentata e ho studiato col fine di partecipare al recente clinic a Tirrenia per allenatori di secondo livello e dare l’esame per la qualifica, arrivata proprio in queste ore.

 

Che tipo di coach devono aspettarsi i tuoi giocatori? Il tipo sergente dei marines alla Nick Saban di Alabama o uno piu attento ai rapporti umani alla Tony Dungy?

Ritengo che su un campo da football sia necessaria la disciplina, altrimenti risulterebbe una situazione impossibile da gestire, girando per varie squadre ho visto diverse metodologie per mantenere l’ordine. Personalmente ritengo totalmente inefficaci e controproducenti gli isterismi in campo, spesso si perde di vista il senso per cui abbiamo dei giocatori di football in Italia, ricadendo erroneamente nel professionismo, ma nessun giocatore nelle nostre realtà viene remunerato per giocare, anzi è lui che paga. Ci sono tanti altri metodi fisicamente più performanti per tenere sotto controllo l’attenzione senza dover sbraitare contro uno o più giocatori. Se poi sarò troppo buona farò presto a fare dietro-front.

 

Dal punto di vista tecnico come imposterai l’attacco dei Pirates? La scorsa season decisamente run oriented (223,3 yds/partita sulle corse, 4° del campionato e solo 32° su 35 nei lanci). Un attacco che è comunque stato il 10 del campionato con 28.5 pnt e 247,3 yds di total offense per partita. 

La realtà della maggior parte delle squadre in Divisione III tende ad evidenziare che ogni anno varia sia in quantità che in qualità l’organico a disposizione e un buon sistema di gioco deve essere costruito, ovviamente, su questa variabile. Potrei aver creato il playbook più vincente al mondo sulla carta ma non me ne farò niente se non si può adattare ai giocatori e alle loro abilità. Per questo insisterò molto coi miei collaboratori sul fornire una preparazione tecnica aggiornata ed ottimale, distribuita ai vari reparti offensivi. Solo allora potrò valutare le effettive condizioni e l’applicabilità di determinati play.

 

Scelta tecnica a parte qual’è il tuo sistema di gioco preferito? 

Allora qui rispondo da giocatrice: quello che mi fa divertire, quello che ti fa uscire dal campo con un sorriso indipendentemente dal punteggio finale… e allora da fullback non posso che rispondere il power football!

 

Parliamo di football al femminile da insider: il tuo punto di vista dell’evoluzione del movimento?

Dal punto di vista umano è un grande onore essere tra le iniziatrici di questo movimento in Italia, da giocatrici è nostro dovere perpetrarlo e accrescerlo. In campionato è fantastico avere occasioni per condividere la passione che ci accomuna, per questo pretendo di più: dobbiamo evolverci e arrivare a giocare un vero football completo, senza tagli, in modo da poter ampliare il nostro raggio d’azione e uscire dai confini nazionali.

Dal punto di vista tecnico siamo notevolmente indietro rispetto ad altre realtà europee. In Italia giochiamo un football rivisitato, carente di molti aspetti peculiari del gioco. Inoltre spesso i coach delle femminili sono giocatori che trasmettono un bagaglio di esperienza importante, ma peccano magari di tecnica o di conoscenze teoriche e a noi, per crescere, serve tutto l’aiuto possibile da parte di federazione e coaches.

 

Hai visto gli europei di Macarena? Come ti sembra il livello delle vostre colleghe? Un’ipotetica Nazionale azzurra in rosa secondo te come avrebbe potuto figurare?

Gli europei di Macarena hanno visto scontrarsi squadre con un dislivello tecnico notevole, ma questo risulta praticamente normale quando una Germania che vanta l’attuarsi del suo ventiquattresimo campionato, deve affrontare una Gran Bretagna che, per usare un’espressione nota, “ha messo casco e shoulder ieri”. Le inglesi hanno iniziato dopo di noi e comunque sono là, magari non a competere per il titolo, ma a confrontarsi con delle “veterane” da cui possono apprendere molto. In Finlandia esistono due diversi campionati femminili. In Francia si gioca a undici in due leghe diverse… noi siamo ancora al football a sette, quindi non ha senso parlare di una nazionale italiana che possa scontrarsi contro queste squadre.

 

Una curiosità personale: quell’ “Aly La Rossa Sfattanza” che mi ha fatto diventare matto per trovarti su fb… cos’è?

Hehehe beh rossa per i capelli invece l’appellativo sfattanza è ironico in quanto sono molto quadrata e incorrutibile su certe cose: non fumo, non bevo, non prendo caffè, ne integratori sintetici. Mi dicono che sono altamente intollerante su certe sostanze soprattutto verso il fumo.

 

In bocca al lupo per la tua nuova avventura e grazie per il tempo che ci hai dedicato.

Beh ovviamente ringrazio IFL mag senza cui non avrei potuto mettermi in luce alla finale del rosebowl e ricevere così le offerte in qualità di coach e poi per l’attenzione che dedica alla parte femminile di questo sport, troppo spesso lasciata in ombra a faticare per emergere e diffondersi con la dovuta serietà. Infine, la mia riconoscenza va alla società Pirates Savona che mi ha dato la possibilità di crescere e mettermi alla prova, e comunque vada so che mi divertirò e di sicuro sarò in una botte di ferro lavorando con Mauro Ferrari HC e Michele De Cunsolo DC.

Alice Menaballi – OC Pirates Savona









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